Quando si parla di inquinamento luminoso e tutela del cielo notturno, spesso si ha l’impressione che le regole vengano ignorate o che i singoli cittadini e le associazioni non abbiano gli strumenti per incidere sulle decisioni pubbliche. Il caso recente del Comune di Meda (MB) dimostra esattamente il contrario: segnalare le irregolarità con rigore tecnico e tempestività non solo è utile, ma è fondamentale per evitare opere fuori legge e tutelare l’ambiente. E nello specifico la segnalazione è importante anche per l’ente che la riceve che spesso non ha consapevolezza di quanto possano essere a rischio ambientali appalti così specifici.

I fatti: il bando per lo Stadio Favini di Meda
Nel mese di agosto 2026, la Città di Meda ha indetto una procedura di gara (Sintel ID 223401481, determina n. 100/2026) per l’affidamento dei lavori di relamping del campo da calcio dello Stadio M. Favini, per un importo di 112.000 euro.
Dall’analisi della documentazione tecnica di gara eseguita da CieloBuio OdV, sono emerse gravi criticità di non conformità rispetto alle normative regionali lombarde sull’inquinamento luminoso (L.R. 31/2015, L.R. 17/2000 e D.G.R. VII/6162/2001):
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Assenza dei requisiti prestazionali obbligatori: mancava in particolare l’azzeramento della dispersione di luce verso l’alto (intensità massima 0.49cd/klm a 90° ed oltre oltre).
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Inapplicabilità delle deroghe: l’impianto non rientrava nelle eccezioni previste per i grandi impianti sportivi oltre i 5.000 posti.
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Prossimità ad aree protette: i proiettori avrebbero impattato sul vicino Parco naturale Bosco delle Querce.
La svolta: l’intervento di CieloBuio e la revoca in autotutela
Forte di queste analisi, CieloBuio ha trasmesso una formale segnalazione e diffida indirizzata al Comune di Meda, ad ARPA Lombardia, all’ERSAF e all’INAF – Osservatorio Astronomico di Brera.
La risposta dell’Amministrazione non si è fatta attendere: con la Determinazione Dirigenziale n. 107 del 3 settembre 2026, il Comune di Meda ha disposto la revoca in autotutela dell’intera gara d’appalto e dei relativi elaborati tecnici.
Nella motivazione ufficiale dell’atto, il Comune evidenzia come la decisione sia scaturita proprio dall’esigenza di:
«[…] adeguare le soluzioni progettuali alle disposizioni normative in materia di inquinamento luminoso, nonché alle prescrizioni tecniche in tal senso. Tali modifiche introducono requisiti prestazionali e vincoli realizzativi precedentemente non previsti, la cui integrazione negli elaborati posti a base di gara risulta imprescindibile per la legittimità e la conformità dell’opera stessa.»
Perché questo risultato è fondamentale per tutti noi?
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Vengono risparmiati soldi pubblici: realizzare un impianto non conforme significa esporre il Comune a contenziosi o a futuri e costosi interventi di adeguamento. Fermare la gara prima dell’aggiudicazione ha protetto le risorse dei cittadini.
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Si tutela la biodiversità e la notte: evitare impianti a fascio disperso vicino a parchi e riserve naturali significa difendere la fauna notturna e la qualità del cielo.
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Le Amministrazioni ascoltano: dimostra che i Comuni, quando posti di fronte a rilievi normativi oggettivi e fondati, sono disposti a correggere il tiro e a far prevalere l’interesse pubblico e sopratutto questo è un aiuto per loro nella gestione del territorio.
Un messaggio per tutti i cittadini e gli astrofili: Controllate e Segnalate!
Questa vittoria non è un caso isolato, ma la prova concreta che la vigilanza territoriale funziona.
Spesso i bandi di gara vengono redatti sulla base di vecchi capitolati o senza la dovuta attenzione alle leggi sull’inquinamento luminoso. Se nessuno controlla, le opere vengono realizzate e i fari illegali rimangono ad illuminare il cielo per i successivi 20 anni.
Cosa puoi fare tu?
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Monitora i bandi del tuo Comune: quando vedi progetti di riqualificazione o relamping dell’illuminazione pubblica o degli impianti sportivi, controlla se citano il rispetto delle normative sull’inquinamento luminoso.
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Segnala a CieloBuio: se riscontri impianti di nuova installazione orientati verso l’alto, fari invasivi o bandi non conformi, contattaci.
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Diventa una Sentinella del Buio: l’azione di ciascuno di noi è l’arma più efficace che abbiamo per proteggere il cielo notturno.
Non restiamo a guardare in silenzio: ciò che si misura e si segnala, si può difendere!
