Alberi che “non sanno” cosa è la notte e che vivono una doppia vita

Mentre le città dormono, i lampioni continuano a illuminare le strade e i parchi urbani, alterando radicalmente i ritmi biologici della vegetazione [fonte: 10, 11]. Per gli alberi che crescono nei contesti urbani, la notte non esiste più: esposti a una perenne “falsa luce diurna”, finiscono per condurre una vera e propria doppia vita che ne compromette la salute e la sopravvivenza.

Il ciclo spezzato: quando la notte diventa giorno per la vegetazione

A differenza degli animali, le piante non possono rifugiarsi al buio o sottrarsi all’illuminazione artificiale notturna (ALAN). I lampioni stradali, i fari ornamentali e le luci dei edifici invadono la chioma degli alberi, confondendo i loro complessi sistemi di percezione della luce e del fotoperiodo [fonte: 10, 11].

Gli impatti sulla fisiologia arborea sono profondi e documentati da numerosi studi scientifici:

  • Attività fotosintetica anomala e stress ossidativo: L’esposizione prolungata alla luce artificiale stimola la fotosintesi in momenti della giornata in cui dovrebbe essere interrotta, alterando il metabolismo dell’amido e causando clorosi (ingiallimento fogliare), necrosi e accumulo di radicali liberi [fonte: 10].

  • La perdita della percezione stagionale e la caduta ritardata delle foglie: Alberi decidui come querce, platani, ontani, aceri e faggi esposti alle luci stradali non percepiscono correttamente l’accorciamento delle giornate in autunno [fonte: 10, 11]. Continuano a produrre foglie e a trattenerle molto più a lungo rispetto agli esemplari sani, compromettendo la fase di dormienza invernale [fonte: 10, 11].

  • Vulnerabilità agli eventi climatici estremi: Mantenendo le foglie fuori stagione o prolungando la crescita, gli alberi subiscono danni gravissimi durante le prime tempeste di neve o le gelate invernali, non essendosi preparati al riposo vegetativo [fonte: 10, 11].

  • Indebolimento immunitario e attacco dei parassiti: Sottoposti a uno stress cronico e a un invecchiamento precoce, gli alberi urbani perdono le difese immunitarie naturali regolate dal loro orologio biologico [fonte: 10, 11]. Un esempio lampante è quello degli ippocastani nelle nostre città: costantemente illuminati, non riescono a riposare e subiscono l’attacco aggressivo di insetti minatori come la Cameraria ohridella (il minatore fogliare dell’ippocastano), le cui generazioni si susseguono in modo incontrollato portando al disseccamento e alla morte prematura della pianta [fonte: 1, 10].

Tra falsi miti e soluzioni possibili

Per invertire la rotta e proteggere il verde urbano e gli alberi delle nostre città, bastano poche regole di buon senso e il rispetto delle normative vigenti (come la storica legge della Lombardia, modello internazionale contro la sovrailluminazione) [fonte: 8]:

  • Schermare i corpi luminosi: Evitare che la luce venga dispersa verso l’alto o lateralmente, indirizzandola unicamente dove serve e preservando le chiome degli alberi dal bagliore diretto [fonte: 8, 10].

  • Ridurre le temperature di colore: Preferire sorgenti a bassa temperatura di colore (luce calda) ed evitare lo spettro del blu, che interferisce maggiormente con i fioriture, la fisiologia vegetale e i cicli biologici [fonte: 5, 8].

  • Spegnere o attenuare: Limitare l’accensione degli impianti agli orari e alle zone in cui è realmente indispensabile, introducendo sistemi di spegnimento notturno o dimmerazione [fonte: 3, 9].

Restituire buio alla notte significa proteggere la salute del patrimonio arboreo urbano e preservare l’equilibrio dei nostri ecosistemi [fonte: 1, 10].

Bibliografia di riferimento

  • Dickerson, A. L., et al. (2026). Understanding and managing ecological light pollution. Nature Reviews Biodiversity [fonte: 1].

  • Eisenbeis, G. (2006). Artificial night lighting and insects: attraction of insects to streetlamps in a rural setting in Germany. Island Press [fonte: 2].

  • Gaston, K. J., et al. (2017). Impacts of artificial light at night on biological timings. Annu. Rev. Ecol. Evol. Syst. 48: 49–68 [fonte: 3].

  • Rydell, J. (2006). Bats and their insect prey at streetlights. Island Press [fonte: 4].

  • Van den Broeck, M., et al. (2021). White LED light intensity, but not colour temperature, interferes with mate-finding by glow-worm (Lampyris noctiluca L.) males. Journal of Insect Conservation 25: 339–347 [fonte: 5].

  • Perkin, E. K., et al. (2014). The impact of artificial light at night on aquatic insects. Freshw. Biol. 59: 697–707 [fonte: 6].

  • Welsh, B. C., & Farrington, D. P. (2009). Public area lighting and crime prevention: a systematic review. Campbell Systematic Reviews 5: 1–55 [fonte: 7].

  • Falchi, F. (1999/2019). Luce artificiale e salvaguardia dell’ambiente notturno (Modelli di legge regionale e schermatura). [fonte: 8].

  • Hölker, F., et al. (2021). 11 Pressing Research Questions on How Light Pollution Affects Biodiversity. Frontiers in Ecology and Evolution 9: 1–13 [fonte: 9].

  • Longcore, T., & Rich, C. (2004). Ecological light pollution. Front Ecol Environ 2: 191–198 [fonte: 10].

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