9 giugno 2026 – CieloBuio in prima linea contro i fasci luminosi dell’Adriatic Sound Festival

CieloBuio OdV chiede lo spegnimento dei fasci puntati verso l’alto durante la manifestazione al Campo d’aviazione. Un’azione fondata su norme precise, corroborata dalla denuncia parallela della Lupus in Fabula.

Ancora una volta CieloBuio OdV interviene a difesa della notte con la rigorosità documentale che ne caratterizza l’azione da oltre venticinque anni. In occasione dell’Adriatic Sound Festival, svoltosi dal 12 al 14 giugno 2026 nell’area del Campo d’aviazione di Fano – l’aeroporto cittadino, in via Mattei – l’associazione ha trasmesso a Comune, Prefettura, ARPA Marche (ARPAM) e Polizia locale una richiesta formale di spegnimento e non utilizzo dei fasci di luce indirizzati verso il cielo.

A firmare la segnalazione è il presidente di CieloBuio, il pesarese Fabio Arcidiacono, da anni referente dell’associazione anche per il territorio marchigiano. Non si tratta di un intervento episodico: è la seconda segnalazione su questa stessa manifestazione. La prima, inoltrata l’anno precedente dopo aver documentato durante le prove i fasci laser proiettati in cielo, era rimasta priva di riscontro, e gli apparecchi erano stati comunque utilizzati. Ripresentatasi quest’anno la medesima situazione, CieloBuio ha dato seguito con una nuova comunicazione via PEC al Prefetto. È la dimostrazione di un metodo che non si esaurisce nella singola protesta, ma costruisce nel tempo un dossier tracciabile e protocollato.

Il fondamento della richiesta è squisitamente normativo. CieloBuio richiama la legge regionale delle Marche 24 luglio 2002, n. 10 – “Misure urgenti in materia di risparmio energetico e contenimento dell’inquinamento luminoso” – il cui Allegato B vieta espressamente l’utilizzo, per meri fini pubblicitari e di richiamo, di fasci di luce roteanti o fissi di qualsiasi tipo. A questo si aggiunge il richiamo all’articolo 23 del Codice della strada, poiché impianti di questo genere possono abbagliare e distrarre i conducenti – profilo tutt’altro che secondario, trattandosi di un sito aeroportuale in prossimità della viabilità ordinaria. Il principio tecnico è netto: la luce degli spettacoli non deve essere puntata verso il cielo né inclinata verso l’alto, bensì diretta verso il basso, sugli spettatori, dove serve. Ogni raggio che oltrepassa la linea dell’orizzonte è, per definizione, luce sprecata e inquinamento luminoso.

CieloBuio ha tenuto a precisare che non chiede di fermare la manifestazione, ma di svolgerla nel rispetto delle regole. Ed è qui che l’associazione richiama un principio di equità difficilmente contestabile: la normativa sull’inquinamento luminoso vale allo stesso modo per le pubbliche amministrazioni e per i privati. Se è la stessa amministrazione a non farla osservare, viene meno la possibilità stessa di pretenderne il rispetto dai cittadini.

L’analisi tecnica di CieloBuio ha trovato una conferma indipendente e autorevole. Sullo stesso evento è intervenuta l’associazione La Lupus in Fabula OdV, che ha contestato il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nella determinazione dirigenziale n. 811 dell’11 giugno 2026 della Provincia di Pesaro e Urbino. L’area interessata ricade infatti in un contesto tutelato dalla Rete Natura 2000, a protezione di specie nidificanti come la calandrella e l’averla piccola, e il parere favorevole allo Studio di Incidenza Ambientale era condizionato a precise cautele. Tra queste, il corretto posizionamento dell’illuminazione per evitare la propagazione dei fasci fuori dall’area del concerto: prescrizione disattesa, con fasci di luce radiali proiettati in ogni direzione per l’intera notte. Significativamente, nella propria nota la Lupus in Fabula richiama in modo esplicito proprio la segnalazione di CieloBuio, a riprova di come la vigilanza dell’associazione sul cielo notturno si saldi con la tutela della biodiversità.

La vicenda di Fano riassume in poche righe il senso stesso dell’impegno di CieloBuio: buona illuminazione significa insieme rispetto dell’ambiente, sicurezza e risparmio energetico. Illuminare bene non è un vincolo, ma una scelta di civiltà – e la norma, quando esiste, va applicata da tutti.

Redazione CieloBuio

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