Fermiamo l’inquinamento luminoso e l’abbagliamento provocato dalle insegne luminose

Unisciti a noi nell’aiutare l’ambiente notturno tagliando l’abbagliamento e l’inquinamento luminoso provocati dalle insegne luminose e dai monitor giganti, contribuisci con una donazione che ci permetta di realizzare un film plastico con particolari proprietà ottiche tali da inviare la luce solo dove serve e non in cielo, nell’ambiente notturno o verso le camere da letto.
Così riusciremo ad indirizzare la luce delle insegne solo verso il basso. Coloro che vivono nei pressi di insegne molto luminose non riceveranno più la luce invadente nelle loro camere da letto, essendo posti più in alto delle insegne stesse.

Video esplicativo su YouTube

Intervista su Class TV: http://youtu.be/3B2pbuBTAm4

English version here

Inquinamento luminoso?

L’inquinamento luminoso è una delle forme di inquinamento più invadenti. Più del 60% degli abitanti della Terra vivono sotto cieli inquinati. Questa percentuale sale a praticamente il 100% nei paesi sviluppati.
Negli ultimi 100 anni ci siamo gradualmente avvolti in una nebbia luminosa che ha cancellato la notte. Tutta la vita sul nostro pianeta si è evoluta con l’alternarsi della luce di giorno e del buio di notte. Abbiamo sconvolto questo ritmo naturale in un batter d’occhi.
L’inquinamento luminoso ci impedisce di poter ammirare il più grande spettacolo della Natura: il nostro stesso Universo. I nostri bambini crescono senza la possibilità di essere ispirati dal cielo stellato, ispirazione che ha accompagnato l’umanità dalla notte dei tempi, con profonde implicazioni nelle religioni, nell’arte, nella scienza, nella filosofia, nella letteratura.
Noi stiamo lavorando, da più di 20 anni nel campo dell’inquinamento luminoso, come ricercatori presso
ISTIL – Light Pollution Science and Technology Institute e nell’associazione CieloBuio. All’ISTIL abbiamo realizzato il primo atlante mondiale dell’inquinamento luminoso.

CieloBuio, grazie al nostro duo lavoro, è stata in grado di proteggere gran parte dell’Italia con leggi contro l’inquinamento luminoso. Leggi che hanno ispirato anche altre nazioni come la Slovenia, il Cile, la Spagna e la Repubblica Ceca. Più di 50 milioni di persone sono oggi più o meno protette da questo inquinamento grazie ai nostri sforzi.
Le insegne luminose sono tra le più inquinanti sorgenti di luce. Abbiamo trovato il modo per annullare il loro effetto negativo sul cielo stellato e sull’ambiente notturno.
Ora abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter sviluppare questa innovativa idea.

Abbiamo perso il cielo stellato

Chiunque, prima dell’avvento dell’illuminazione artificiale, poteva ammirare la vista della Via Lattea che attraversava il cielo da orizzonte a orizzonte. E’ un’esperienza da togliere il fiato che non possiamo più avere.

Ora vediamo solo luci artificiali, ovunque tranne che nei siti più remoti del pianeta. Anche nei parchi nazionali americani del sud ovest è quasi impossibile ammirare paesaggi notturni non rovinati dalle luci artificiali.
Anche le Alpi sono inquinate dalle città che possono anche distare centinaia di chilometri. In Carinzia l’orizzonte sud è inquinato fino a 40 gradi d’altezza dalle luci provenienti dalla pianura Veneta.

La nostra è la prima generazione che cresce senza la possibilità di trarre ispirazione del cielo stellato. Questa è una perdita culturale senza precedenti.

L’impatto della luce sull’ambiente e sulla salute

“E se ci svegliassimo una mattina scoprendo che tutti i piani conservazionistici degli ultimi 30 anni riguardavano solo metà della storia, quella diurna?” – Catherine Rich and Travis Longcore in Ecological Consequences of Artificial Night Lighting

L’inquinamento luminoso ha anche notevole impatto sull’ambiente. Gran parte delle specie è notturna. Queste specie regolano le loro attività in base alla luce naturale disponibile, dai livelli più bassi delle notti nuvolose e senza luna a quelle più brillanti qualndo la luna piena è alta sull’orizzonte. L’uomo ha sconvolto tutto questo negli ultimi decenni.
Le falene e altri insetti sono fatalmente attratti dalle luci artificiali, alterando sostanzialmente la catena alimentare.

Le lucciole non possono più trovare i propri compagni e accoppiarsi in una notte perennemente luminosa.
I piccoli di testuggine seguono le luci artificiali e non si dirigono verso il mare, morendo al sole quando fa giorno.

Questi sono solo alcuni esempi delle conseguenze dell’inquinamento luminoso sull’ambiente.
Esporre il nostro corpo, evolutosi con l’alternarsi del buio e della luce, alla luce artificiale notturna non è una cosa saggia. Infatti anche la nostra salute risente di questo sconvolgimento, con l’alterazione dei ritmi circadiani. Ad esempio la melatonina non viene più prodotta, o lo è in misura minore, se ci esponiamo ai “normali” livelli di illuminazione artificiale.

Come fermare l’inquinamento luminoso?

Mentre gran parte dell’illuminazione notturna può essere fatta in modi meno inquinanti (le luci stradali possono essere complertamente schermate, ad esempio), le insegne luminose sono rimaste sempre inquinanti. Sia le insegne tradizionali che quelle digitali a messaggio variabile inquinano in ogni direzione. L’unico modo per limitarne gli effetti è quello di spegnerle.
Fino ad ora.
Abbiamo infatti trovato il modo per limitare l’inquinamento prodotto da queste sorgenti senza comprometterne la visibilità durante le ore notturne nella direzione degli osservatori: cioè verso i pedoni. Abbiamo trovato il modo per indirizzare la luce delle insegne solo verso il basso. Coloro che vivono nei pressi di insegne molto luminose non riceveranno più la luce invadente nelle loro camere da letto, essendo posti più in alto delle insegne stesse.
Come funziona il tutto?
Il prodotto finale dovrà essere un film plastico con particolari proprietà ottiche tali da inviare la luce solo dove serve e non in cielo, nell’ambiente notturno o verso le camere da letto.
Le simulazioni software che abbiamo fatto mostrano che le insegne saranno luminose come al solito verso i soliti utilizzatori (chi cammina per strada, ad esempio), ma saranno praticamente nere se osservate dall’alto.
Ecco un’insegna luminosa come appare oggi, inquina in ogni direzione:

Ecco invece un’insegna dotata della speciale pellicola, invia luce solo dove serve:

Ci serve il tuo aiuto

La tecnologia per limitare questo tipo di inquinamento luminoso va sviluppata, costruendo dei prototipi dimostrativi e di pre-produzione. Per questo il tuo aiuto è determinante e può fare la differenza tra una tecnologia efficace e una buona idea che è rimasta solo sulla carta per la miopia di chi non ha saputo vedere più in là del proprio naso.
Il tuo aiuto permetterà di eliminare quella parte di luce dannosa delle insegne rendendo l’inquinamento luminoso da esse prodotto un ricordo del passato.
Il tuo contributo permetterà di scegliere tra questo:

O questo:

Il cielo stellato, l’ambiente e la tua salute ti ringrazieranno!

Testimonials
 

 

Dr. Malcolm Smith, Astronomer, former AURA Observatories Director in Chile and Cerro Tololo Inter-American Observatory Director
‘This important new system concept is an efficient, practical and low-cost contribution to the effort now getting under way in many parts of the world to improve the use of light – by directing it just to where it is needed.   This will contribute to reducing costly and unnecessary waste, as well as reducing damage to the environment and to human health.’

 

 

 

Dr. Travis Longcore, Professor of Spatial Sciences at University of Southern California, Science Director of The Urban Wildlands Group, editor of the book Ecological Consequences of Artificial Night Lighting
‘Light pollution and its effects on humans and other species alike can be reduced in five ways — turning off unneeded lights, reducing light intensity, limiting duration, using an appropriate spectrum of light, and directing the light only where it is necessary.  Directing light appropriately for single fixtures may be straightforward, but it is much more complex for large surfaces emitting light.  Falchi offers a novel solution to the challenge of properly directly light from surfaces, with the promise of reducing the adverse effects of such sources on the night sky and the nocturnal environment.’

 

 

 

 

Prof. Paul Bogard, author of the best seller ‘The End of Night’:
‘Wonderful news for anyone who loves a starry night!  Now, for the first time, we have a way to control the polluting light from luminous signs. The question has always been how to allow luminous signs in the night without casting glare, polluting the night, and wiping away the stars. The intense light from these signs is too often sent straight into the sky, into our eyes, into our bedrooms. This new product offers an answer to please both owners of signs and those who care about preserving our nights, an answer to please us all.’

 

 

 

Pedro Sanhueza Pérez, Director OPCC – Oficina de Protección de la Calidad del Cielo del Norte de Chile (Institute for the protection of sky quality in Northern Chile)
‘The impact of billboards in light pollution is growing enormously due to the new  LED big screens being installed around the world. They were originally designed to work with day light, but now it is common to use them at night time, provoking a significant negative impact on the quality on the night. For this reason, the new revolutionary system proposed by Dr. Fabio Falchi, which redirects the light from luminous signs, reducing the upper hemisphere emission, is quite significant. So, wonderful news for the night environment.’

 

 

 

Pierantonio Cinzano, Ph.D., President of ISTIL – Light Pollution Science and Technology Intitute; author of the first book on light pollution ‘inquinamento luminoso e protezione del cielo notturno’, 1996′
‘It is fundamental that progress and development of lighting being directed toward lowering environmental impact and toward a better control of light. Dr. Falchi’s research to get a new type of luminous sign can be a decisive step forward in this sector. In fact, up to now the only way to limit light pollution from luminous signs was to reduce their light, by diminishing their number, dimensions and luminosity.’

 

 

 

 

 

Cipriano Marín, Coordinator of the Starlight Initiative & Secretary General of the UNESCO Center of the Canary Islands.
‘Curbing light pollution need real and smart solutions. The luminous signs and billboards contribute significantly to increase light pollution, but their adverse effects may be easily avoided. The ground-breaking project led by Dr. Falchi is a significant step towards the common commitment to reverse this trend. A milestone which will save energy, better protect the environment, improve the quality of life and recover the starlight. The solutions are in our hands.’

 

 

 

Dr. Tyler Nordgren, astronomer at University of Redlands, former board member International Dark-Sky Association, author of Stars Above, Earth Below: A Guide to Astronomy in the National Parks., is a new testimonial of the campaign.
‘Every year more billboards are installed along America’s interstate freeway system and every year more of those are converted to electronic signs. The growing light from these signs is already impacting previously pristine skies over America’s National Parks. This technology has the power to protect these last remaining dark-sky sanctuaries from lights that will only increase in number and brightness with time.’

 

 

Javier Díaz Castro, Ms Electrical & Industrial Engineer,  Chief OTPC (Oficina Técnica para la Protección de la Calidad del Cielo – Technical Office for the Sky Quality Protection) in Instituto de Astrofísica de Canarias.
‘This new optical system is very effective to dramatically reduce the contribution to light pollution by backlit signs (light boxes) and LED screens. These luminaries are a big portion in the overall contribution of light pollution (up to 50% in places where lighting is used with reduced light pollution).
I encouraged you so that this project comes to fruition to improve our environment and our health’.

 

 

 

 

Commenti chiusi

  • CieloBuio su Facebook

    Facebook By Weblizar Powered By Weblizar