Lotta all’inquinamento luminoso: la Provincia detta le condizioni

La Stampa – 12/02/2004

I COMUNI DEL TORINESE DOVRANNO ADEGUARE GLI IMPIANTI Nuove regole per l’illuminazione pubblica, decorativa, commerciale e sportiva in tutti i comuni del Torinese. La Provincia detta le coordinate alle quali gli enti locali dovranno attenersi per contrastare l’inquinamento luminoso e garantire il risparmio energetico: sfida non indifferente, considerato che a fare le spese del nuovo orientamento non dovrà certo essere la sicurezza. In pratica, nel corso dei prossimi anni gli impianti nuovi e quelli ristrutturati verranno dotati di apparecchiature che non disperdano la luce verso l’alto. Per esempio, sono banditi gli oggetti di arredo urbano che illuminano il cielo anzichè la strada. Il che, secondo Palazzo Cisterna, presuppone una dispersione di energia minore, in grado di ammortizzare le spese sostenute dagli enti locali. La svolta – messa a punto dal settore Ambiente della Provincia e anticipata dai piani di illuminazione già adottati dai principali comuni sul territorio -, si è tradotta nelle linee guida che il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità in base alle nuove competenze affidate alle province dalla legge regionale. «Un atto importante – commenta l’assessore Giuseppe Gamba (Ambiente) -. Quella appena varata è una guida tecnica sicura per adeguare sistemi di illuminazione pubblica e fornire indicazioni ai privati». D’ora in avanti spetterà agli enti locali intervenire sulla base delle coordinate fissate dalla Provincia, incaricata di controllare il rispetto dei requisiti. Con una premessa, legata al numero degli abitanti: i comuni con più di 50 mila residenti sono tenuti a predisporre piani regolatori dell’illuminazione pubblica; gli altri potranno fare a meno di questo strumento ma dovranno darsi da fare comunque, progressivamente e sulla base delle risorse disponibili. Come abbiamo detto, le linee guida riguardano l’illuminazione decorativa, l’ottimizzazione dei consumi energetici, gli impianti sportivi, la luce molesta, l’orientamento del flusso luminoso… «Se applicate correttamente – aggiunge l’assessore – queste indicazioni ci permetteranno di guardare le stelle anche da un centro urbano, pur continuanndo a vedere dove mettiamo i piedi. Nè verrà penalizzata la sicurezza. Anzi, si eviteranno gli sprechi». Resta il problema di un’onere economico difficilmente sostenibile per le casse dei comuni più piccoli. Se controllare i privati durante il rilascio delle licenze edilizie non pone particolari problemi, altra cosa è provvedere all’adeguamento degli impianti esistenti. Specie in assenza di contributi previsti dalla legge.

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