Gli impianti sportivi all’aperto rappresentano una delle componenti più visibili della vita comunitaria e dell’attività fisica del nostro Paese. Allo stesso tempo, se mal progettati o dotati di fari non idonei, le torri faro dei campi da gioco figurano tra le fonti di inquinamento luminoso più aggressive e impattanti sull’ambiente naturale e sul territorio.

L’immagine qui sopra mostra in modo inequivocabile la differenza tra due approcci:
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A sinistra: proiettori inclinati e privi di schermatura efficace che disperdono una quantità enorme di luce diretta verso il cielo e le abitazioni circostanti, creando un alone abbagliante e cancellando la visione delle stelle oltre che alterando l’ambiente in cui si trovano con diffuso danno a flora e fauna.
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A destra: un impianto sportivo virtuoso, con proiettori ad ottica asimmetrica ad altissima precisione, perfettamente orientati in orizzontale e/o schermati, che concentrano la luce esclusivamente sul rettangolo di gioco senza alcuna dispersione verso la volta celeste.
I requisiti tecnici fondamentali di un impianto sportivo a norma
Trarre spunto dalle normative vigenti sull’inquinamento luminoso (come la L.R. Lombardia 31/2015 e i relativi criteri attuativi) e dai rilievi tecnici avanzati nelle segnalazioni ufficiali di CieloBuio permette di individuare i requisiti inderogabili per la corretta realizzazione o riqualificazione (relamping) di un impianto sportivo:
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Inclinazione dei proiettori a 0° rispetto al suolo I corpi illuminanti devono avere il vetro di protezione perfettamente piatto e parallelo al terreno. L’inclinazione dei fari verso l’alto per “spingere” la luce al centro del campo è un errore progettuale grave che genera abbagliamento visivo e dispersione diretta nel cielo. I poriettori possono essere inclinati se dispongono di una visiera che scherma la luce oltre l’orizzonte.
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Zero dispersione di luce verso l’alto (0,49 cd/klm a 90° ed oltre massimi) Nessun raggio luminoso (intensità luminosa) deve essere emesso al di sopra del piano orizzontale della sorgente. La luce deve essere indirizzata solo dove serve: sull’erba o sul fondo di gioco.
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Sistemi di parzializzazione e riduzione del flusso Gli impianti devono prevedere sistemi automatici di riduzione dell’intensità luminosa in funzione del tipo di attività che si fa (Allenamento o partita), o lo spegnimento completo al termine dell’attività sportiva.
Più di un obbligo di legge: un dovere civico collettivo
Realizzare impianti sportivi a norma non è soltanto una questione di adempimento burocratico o di prevenzione di revoche e contenziosi amministrativi. È soprattutto un atto di rispetto e responsabilità verso l’ambiente e la comunità.
Tutti gli attori della filiera sono chiamati a svolgere un ruolo attivo:
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I Progettisti e i Tecnici: hanno la responsabilità etica e professionale di aggiornare i capitolati e non applicare soluzioni d’illuminazione obsolete, garantendo calcoli illuminotecnici rigorosi prima di avviare le gare per la qualità del loro lavoro ed il rispetto del territorio essendo loro il faro di ogni intervento.
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I Produttori di corpi illuminanti: devono spingere la ricerca verso ottiche sempre più schermate, ad alto rendimento, capaci di garantire la perfetta visibilità per gli atleti azzerando l’inquinamento luminoso e l’abbagliamento. Devono proporre inoltre soluzioni di qualità a testimonianza del loro impegno nel rispetto di questi criteri minimi di una buona illuminazione.
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I Comuni e gli Enti locali: hanno il dovere di tutelare il denaro pubblico. Appaltare o approvare un impianto fuorilegge significa rischiare il blocco dei lavori, costi di adeguamento successivi e lo spreco di risorse energetiche pagate dai cittadini. Ma sopratutto è loro compito la salvaguardia dell’ambiente notturno.
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I Gestori dell’Energia e le ESCo: la vera efficienza energetica non consiste soltanto nel sostituire una vecchia lampada con un LED, ma nel garantire che i kilowattora consumati servano unicamente ad illuminare il campo e non lo spazio cosmico. Il loro ruolo è quello di guidare con la loro competenza verso soluzioni conformi alle leggi e per avere visibilità dal loro buon operato.
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I Cittadini e le Associazioni: hanno il diritto e il dovere di vigilare sul proprio territorio, segnalando tempestivamente i bandi non conformi o gli impianti abbaglianti, dimostrando che la partecipazione attiva porta a risultati concreti per la tutela della notte.
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Gli sportivi: devono trarre il massimo beneficio da una illuminazione di qualità che li aiuti a vivere il gioco con più passione confort visivo, ma essendo spesso gli sportivi anche persone che amano e vivono l’ambiente deve essere il loro principale interesse quello di richiedere soluzioni eco-sostenibili.
Preservare l’oscurità del cielo notturno vicino ai nostri centri abitati e alle aree naturali significa proteggere i ritmi circadiani, la salute umana e la biodiversità. Illuminare bene lo sport si può e si deve fare: con la tecnologia e il rispetto delle regole, la luce resta in campo, le stelle restano nel cielo e l’ambiente ne beneficia.
