Proposta di Legge IL discussa in senato – 13 dicembre 2001

Riassunto PDL:
1 Progetto di legge C. 1906: http://www.senato.it/leg/14/Bgt/Schede/Ddliter/16072.htm
Disposizioni per la prevenzione e l’ eliminazione dell’ inquinamento luminoso, per il corretto impiego delle risorse energetiche e per la tutela dei siti degli osservatori astronomici e astrofisici
2 Progetto di legge C. 1831: http://www.senato.it/leg/14/Bgt/Schede/Ddliter/15958.htm
Norme per la protezione dall’ inquinamento luminoso ai fini dell’ osservazione astronomica del cielo e del risparmio energetico
3 Progetto di legge C. 1155: http://www.senato.it/leg/14/Bgt/Schede/Ddliter/14891.htm
Disciplina dell’ esercizio dei locali di intrattenimento e svago e dei circoli privati o aderenti ad associazioni nazionali che svolgono anche attività notturna
4 Progetto di legge C. 697: http://www.senato.it/leg/14/Bgt/Schede/Ddliter/14154.htm
Norme per il risparmio energetico e per la lotta all’ inquinamento luminoso XIV Legislatura
Atto Camera 697
Norme per il risparmio energetico e per la lotta all’ inquinamento luminoso

Testi disponibili: Scheda Camera Lavori Preparatori C. 697

11 Dicembre 2001: in corso di esame in commissione
Iter: C. 697 in corso di esame in commissione 11 Dicembre 2001

Iniziativa Parlamentare: On. Valerio Calzolaio (Dem.Sin.-Ulivo) Cofirmatari
On. Fabrizio Vigni (Dem.Sin.-Ulivo), On. Alfonso Pecoraro Scanio (Misto, verdi-l’Ulivo), On. Marisa Abbondanzieri (Dem.Sin.-Ulivo), On. Gianni Vernetti (Margherita,DL-Ulivo), On. Erminio Angelo Quartiani (Dem.Sin.-Ulivo), On. Massimo Cialente (Dem.Sin.-Ulivo), On. Michele Vianello (Dem.Sin.-Ulivo), On. Nerio Nesi (Misto, Comunisti italiani), On. Ermete Realacci (Margherita,DL-Ulivo), On. Raffaella Mariani (Dem.Sin.-Ulivo)
Natura: ordinaria
Presentazione: Presentato in data 12 Giugno 2001; annunciato nella seduta n.3 del 13 Giugno 2001
Classificazione TESEO: RISPARMIO ENERGETICO, INQUINAMENTO LUMINOSO, ILLUMINAZIONE PUBBLICA, LIMITI E VALORI DI RIFERIMENTO Articoli
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO (Art.9), MINISTERO DELL’ ISTRUZIONE, DELL’ UNIVERSITà E DELLA RICERCA (Art.5), MINISTERO DELLE ATTIVITà PRODUTTIVE (Art.10), REGIONI (Art.5), COMUNI (Art.5, 12), PROVINCE (Art.4), SANZIONI AMMINISTRATIVE (Art.10), COMPETENZA (Art.2, 3, 4, 5), INFORMAZIONE (Art.4), PIANI REGOLATORI (Art.5), DECRETI MINISTERIALI (Art.5, 10), OSSERVATORI (Art.6), PROVINCE AUTONOME (Art.3)
Relatori: Alle Commissioni riunite per 10^ Attività produttive, commercio e turismo nominato in data 11 Dicembre 2001 On. Massimo Cialente (Dem.Sin.-Ulivo).
Alle Commissioni riunite per 8^ Ambiente, territorio e lavori pubblici nominato in data 11 Dicembre 2001 On. Gregorio Dell’Anna (Forza Italia).
Assegnazione: Assegnato alle Commissioni riunite 8^ Ambiente, territorio e lavori pubblici, 10^ Attività produttive, commercio e turismo in sede referente in data 16 Ottobre 2001. Assegnazione annunciata nella seduta n.46 del 16 Ottobre 2001.
Pareri della 1^ Affari costituzionali; 2^ Giustizia (ai sensi dell’art. 73 reg. Camera); 5^ Bilancio, tesoro e programmazione; 7^ Cultura, scienza e istruzione; 11^ Lavoro pubblico e privato; Commissione parlamentare per le questioni regionali

TESTO INTEGRALE: http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/sk1000/frontesp/0697.htm

REVISIONE DELLA COMMISSIONE dell’11/12/01:
Commissioni Riunite VIII e X – Resoconto di martedì 11 dicembre 2001

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SEDE REFERENTE
Martedì 11 dicembre 2001. – Presidenza del presidente della X Commissione Bruno TABACCI. – Interviene il sottosegretario di Stato per le attività produttive Mario Valducci.
La seduta comincia alle 10.45.
Norme per il risparmio energetico e per la lotta all’inquinamento luminoso.
C. 697 Calzolaio.

(Esame e rinvio).
Le Commissioni iniziano l’esame.
Massimo CIALENTE (DS-U), relatore per la X Commissione, illustra il contenuto del provvedimento, ricordando preliminarmente come già nel corso delle precedenti legislature progetti di legge sulla materia abbiano avuto un iter ricco ed approfondito, in particolare presso il Senato.
La proposta di legge ha ad oggetto l’introduzione di una disciplina statale delle fonti di illuminazione esterne, finalizzata alla riduzione dell’inquinamento luminoso e conseguentemente al risparmio energetico, dettando in primo luogo una definizione dell’inquinamento luminoso come «irradiazione di luce artificiale che eccede in intensità e in direzione rispetto alle esigenze di illuminazione», riferendosi, in particolar modo, alla forma di irradiazione diretta verso la volta celeste.
Altro obiettivo del testo in esame è quello della tutela delle attività di ricerca condotte da osservatori astronomici ed astrofisici, attualmente poste in grave difficoltà dall’eccesso di irradiazioni luminose.
Sotto il profilo della tutela ambientale, sottolinea come tanto i ritmi biologici umani quanto quelli animali possano subire, a causa dell’eccesso di illuminazione, alterazioni che, in relazione ad alcune specie, hanno addirittura condotto alla modifica dei flussi migratori.
Per quanto concerne, poi, gli aspetti connessi al risparmio energetico, cita recenti studi in base ai quali risulta che almeno il 30 per cento dell’energia utilizzata a scopo di illuminazione potrebbe essere risparmiata: riferisce l’esempio di alcune grandi città italiane che, modificando i loro sistemi di illuminazione, hanno ottenuto risparmi di notevole entità.
Ricorda come, in assenza di una disciplina statale della materia, già sette regioni si siano attivate approvando normative proprie e giungendo in molti casi ad

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emanare anche i relativi provvedimenti attuativi. Tali regioni si sono avviate sulla scia di una serie di iniziative che si stanno assumendo anche a livello europeo, volte per esempio ad evitare gli sprechi energetici ricorrendo all’utilizzazione di nuovi tipi di lampade a basso consumo.
Ricorda la disciplina tecnica elaborata dall’UNI nel 1999, nella quale si prescrivono i requisiti degli impianti di illuminazione esterna, per la limitazione della dispersione verso l’alto del flusso luminoso, e quella elaborata dallo stesso organismo nel 2001, volta a garantire la sicurezza della viabilità, nella quale si indicano i requisiti dell’illuminazione stradale sotto i profili della progettazione, della verifica e della manutenzione degli impianti.
Passando ad analizzare la proposta di legge nel dettaglio, riferisce come all’articolo 2 vengano indicate le funzioni spettanti allo Stato e agli articoli 3, 4 e 5 quelle spettanti alle regioni: rileva, in proposito, come possano profilarsi aspetti sulla materia aspetti di conflitto tra competenza statale e regionale, a seguito della modifica del titolo V della Costituzione.
L’articolo 6 reca norme mirate agli osservatori astronomici ed astrofisici – tanto professionali quanto non professionali -, ai quali sono attribuiti compiti specifici.
Rileva come l’articolo 7 rappresenti il nucleo della proposta di legge, almeno per quanto concerne il profilo del risparmio energetico. Esso dispone infatti le misure procedurali e tecniche da applicarsi agli impianti di nuova realizzazione ai fini della loro rispondenza ai requisiti richiesti, che dovranno essere certificati dalle ditte produttrici o importatrici. Analizza quindi dettagliatamente tale articolo.
Gli articoli 8 e 9 recano le norme finanziarie, mentre l’articolo 10 stabilisce le sanzioni amministrative per le eventuali violazioni.
L’articolo 11 regola l’adeguamento degli impianti esistenti in tutte le zone che si trovino entro il raggio di 30 chilometri dalla sede degli osservatori astronomici ed astrofisici tutelati dalla proposta di legge, nonché una serie di norme tecniche – rivolte tanto a soggetti privati quanto a soggetti pubblici – finalizzate alla riduzione dell’inquinamento luminoso ed alla diminuzione del consumo energetico secondo un piano il cui completamento è previsto nell’arco di quattro anni dall’entrata in vigore della legge. In particolare, per quanto concerne l’illuminazione di edifici e monumenti, si stabilisce che vengano privilegiati i sistemi ad emissione controllata e diretta dall’alto verso il basso: ove ciò non sia possibile, è comunque stabilita una serie di vincoli.
Gregorio DELL’ANNA (FI), relatore per la VIII Commissione, rileva come l’immissione di luce artificiale al di sopra di una certa soglia oltre a provocare un’alterazione della qualità della luce naturale produce il fenomeno detto dell’inquinamento luminoso.
Già con l’adozione del Piano energetico nazionale da parte del Consiglio dei Ministri, il 10 agosto 1988, è stato predisposto uno strumento di indirizzo e programmazione, che mira al raggiungimento di obiettivi fondamentali, in cui rientrano, tra le altre, due finalità di particolare rilevanza: l’uso razionale dell’energia ed il risparmio energetico – con uno sviluppo progressivo di fonti di energia rinnovabile – e la protezione dell’ambiente e della salute.
Il fenomeno dell’inquinamento luminoso arreca disturbo sia agli animali, sia alle piante e alle persone. Per evitare ciò è necessario applicare norme e regole che pur tenendo nella necessaria considerazione le esigenze della vita moderna evitino inutili sprechi di energia e salvaguardino l’ambiente, nonché le bellezze paesaggistiche.
La proposta di legge AC 697 ha come obiettivo, oltre a quello del risparmio energetico, anche quello di introdurre una norma che prevenga l’inquinamento luminoso derivante da immissione di luce artificiale; ciò al fine di conservare gli equilibri ambientali e di tutelare le attività degli istituti scientifici che operano in materia astronomica dall’inquinamento

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luminoso. Per tale motivo, diverse regioni si sono date delle leggi che pur essendo univoche nello spirito risultano diverse tra loro, soprattutto riguardo alle disposizioni sui limiti da applicare agli impianti di illuminazione esterna.
Per quanto concerne gli aspetti tecnici di carattere fotometrico e di illuminotecnica, si è provveduto ad elaborare delle norme che prescrivono quali sono i requisiti che gli impianti di illuminazione esterna devono presentare per permettere una limitazione della dispersione verso l’alto dei flussi luminosi provenienti da sorgenti di luce artificiale (Norma UNI 10819/99 – norma UNI 10439/01). Queste norme però risultano incomplete ed imprecise, poiché trascurano aspetti tecnici fondamentali: ciò sia quando non considerano gli effetti delle riflessioni da parte di superfici illuminate, specie in situazioni particolari quali l’inquinamento atmosferico, sia quando non tengono conto della difformità delle varie parti illuminate in relazione alle particolari condizioni ambientali locali.
La proposta di legge in esame tende al perseguimento di tre fondamentali obiettivi: prevenire e ridurre l’inquinamento luminoso, ridurre i consumi energetici e tutelare dall’inquinamento luminoso i siti degli osservatori astronomici e astrofisici.
Con riferimento a questi aspetti segnala la necessità di procedere ad opportune riflessioni ai fini di un aggiornamento del testo. Reputa in particolare necessario individuare regole puntuali a cui dovranno attenersi tutte le regioni e tutti i comuni nella redazione dei Piani regolatori dell’illuminazione. Il provvedimento dovrebbe pertanto prevedere riferimenti ben precisi che permettano di fissare dei livelli minimi entro i quali le sorgenti luminose degli impianti possono irradiare luce. Tali limiti dovrebbero tener conto delle più recenti innovazioni tecnologiche intervenute nel settore, che interessano sia l’adeguamento delle sorgenti luminose di impianti già esistenti, sia gli impianti di nuova installazione.
Al fine, poi, di individuare le competenze di regioni, province e comuni, è necessario che la normativa in materia preveda la predisposizione di specifici programmi per la riduzione dell’inquinamento luminoso mediante l’adozione di regolamenti regionali e comunali, e definisca le caratteristiche generali degli impianti di illuminazione esterna. È inoltre necessario stabilire che vanno individuate le aree di più elevata sensibilità e le relative fasce di rispetto, al fine di evitare i danni derivanti da illuminazione diretta e/o riflessa.
La proposta all’esame su tali problematiche risulta troppo generica, poiché il problema dell’inquinamento luminoso viene affrontato quasi solo nell’ottica degli osservatori astronomici, invece è necessario intervenire in materia di salvaguardia del territorio e delle bellezze paesaggistiche dei centri storici, dei quartieri, delle più belle piazze, chiese e monumenti d’Italia. Pertanto si impone la necessità di una legislazione chiara e puntuale che descriva dettagliatamente come «fare luce» in maniera «intelligente».
Gli emendamenti e le integrazioni, pur muovendosi verso un più rigoroso risparmio energetico, dovranno però essenzialmente mirare ad eliminare il caos nel settore degli interventi di illuminazione pubblica e privata. Tutto ciò, non dovendo essere affidato all’improvvisazione, comporta la definizione di regole coerenti e precise a cui dovranno conformarsi tutti gli enti interessati.
Precisa, infine, che ulteriori osservazioni ed integrazioni alla proposta di legge n. 697 saranno svolte nel prosieguo del dibattito.
Il sottosegretario Mario VALDUCCI si riserva di intervenire nel prosieguo dell’esame.
Valerio CALZOLAIO (DS-U), nel richiamare l’approfondito dibattito svoltosi in passato in materia di inquinamento luminoso, rileva come la proposta di legge in esame riproponga sostanzialmente il testo sul quale il Senato aveva iniziato l’esame nella precedente legislatura. Richiama pertanto le finalità della proposta di legge,

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sottolineando come altri paesi, anche non europei, hanno provveduto, o sono in procinto di farlo, ad emanare normative in materia di prevenzione e riduzione dell’inquinamento luminoso. Ricordato altresì che sette regioni italiane hanno già adottato efficaci misure in materia, ritiene che la lotta all’inquinamento luminoso debba essere considerata la finalità prevalente della proposta di legge in esame, dalla quale necessariamente consegue l’obiettivo del risparmio energetico. A tale proposito riterrebbe opportuno che il Governo prevedesse incentivi per le realtà locali che hanno assunto comportamenti virtuosi in materia di riduzione dell’inquinamento luminoso.
Evidenziati quindi gli effetti negativi derivanti dall’inquinamento luminoso per le specie animali e per i bioritmi umani, sottolinea come l’eccessiva illuminazione che «oscura» la visione del cielo, oltre a procurare danni culturali ed emotivi, determini anche situazioni di grave disagio ai professionisti dell’astronomia. Richiama pertanto le soluzioni tecniche volte all’utilizzo di sistemi di illuminazione a basso inquinamento, sottolineando l’esigenza di procedere a costante monitoraggio di un fenomeno che influisce sugli stili di vita e produce danni economici e paesaggistici.
Nel condividere infine le osservazioni svolte dal relatore per l’VIII Commissione in ordine alle norme UNI, evidenzia le questioni che dovranno essere oggetto di ulteriore approfondimento nel prosieguo del dibattito. A tale riguardo, ritiene che il testo della sua proposta di legge possa costituire la base per l’elaborazione di una normativa aggiornata, che tenga conto della normativa regionale ed internazionale, nonché degli studi di settore.
Enzo RAISI (AN), dopo aver espresso l’assenso del suo gruppo sullo spirito della proposta di legge, ricorda che una delegazione della giunta di Bologna si è recentemente recata a Lione per esaminare particolari progetti di illuminazione realizzati in quella città: fa presente che probabilmente l’attivazione di progetti analoghi incontrerebbe difficoltà da parte delle sovrintendenze italiane.
Ricorda che un programma di illuminazione corretto deve tener conto dei positivi effetti sul sistema della sicurezza: ritiene quindi che la problematica vada valutata in tutti i suoi aspetti.
Valter ZANETTA (FI) ritiene che l’ultimo intervento abbia evidenziato un profilo di contraddizione presente nella proposta di legge: la sottovalutazione degli aspetti che legano l’illuminazione alla sicurezza pubblica.
Ritiene, inoltre, che in un progetto di legge sulla materia bisognerebbe equilibrare adeguatamente le preoccupazioni rivolte al risparmio energetico e quelle rivolte alla difesa dell’ambiente, mentre a suo avviso nel testo in esame le prime appaiono poste in secondo piano.
Gregorio DELL’ANNA (FI), relatore per la VIII Commissione, concordando sulle osservazioni di metodo del deputato Calzolaio, preannuncia l’intenzione da parte del gruppo di Forza Italia dell’VIII Commissione di predisporre un testo che potrebbe eventualmente essere abbinato alla proposta di legge in esame.
Bruno TABACCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 11.25.

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