ANPN – Inquinamento Luminoso – Sicurezza Stradale

Articolo Pubblicato sul Giornale d Novara a cura di Silvano Minuto
Novara, 6 dicembre 2000

Egregio Direttore,

dobbiamo segnalarle la nostra preoccupazione per i numerosi incidenti stradali che si stanno verificando con sempre più frequenza. Noi abbiamo notizie dirette su quello che avviene nel novarese e nel Vco; ma purtroppo questa tendenza si riscontra praticamente in tutto il territorio nazionale.

Si legge spesso che di notte, improvvisamente, senza una ragione apparente una macchina è finita fuori strada; che c’è stato uno scontro frontale su una strada rettilinea in ore di scarso o poco traffico. Oppure che una persona che camminava lungo il ciglio della strada è stata investita o che un’anziana signora è finita sotto una macchina mentre usciva di casa. In tutti questi casi si apprende che le autorità preposte stanno svolgendo le indagini del caso per accertarne le motivazioni.

Spesso viene aggiunto nel descrivere le cronache degli avvenimenti che gli incidenti sono avvenuti in zone poco o scarsamente illuminate.

La nostra ed altre associazioni, stanno da tempo studiando il problema dell’inquinamento ottico e luminoso e degli effetti che questo fenomeno ha sul territorio e in particolare sulla circolazione stradale. Si è parlato di questo problema anche in un convegno tenuto il 4 dicembre scorso a Perugia, in occasione della presentazione di una Legge Regionale dell’Umbria contro appunto l’inquinamento luminoso.

Negli ultimi anni abbiamo interessato diverse autorità per definire regolamenti e controlli su quanto avviene nell’illuminazione pubblica e privata. A seguito di questi interventi, a partire dalla Prefettura di Novara, a cui hanno dato seguito altre 40 Prefetture, è stato richiesto ai responsabili del territorio di eseguire controlli e di adeguare la situazione alle prescrizioni del nuovo codice della strada. Purtroppo dobbiamo constatare che malgrado le segnalazioni di avvenuta sistemazione delle irregolarità, la situazione peggiora giorno dopo giorno.

Presso la Regione Piemonte, analogamente a quanto è avvenuto in altre zone, abbiamo richiesto una apposita legge Regionale contenente delle indicazioni precise che tutti potessero capire e soprattutto controllare. Ne è uscita una norma completamente stravolta che risulta difficile non solo da capire ma anche da applicare. é in vigore dal marzo scorso e malgrado i nostri continui interventi, praticamente nessuno ne tiene conto. Si continuano ad eseguire impianti senza valutarne la dislocazione e i pericoli che possono provocare.

Abbiamo richiesto da ben due anni al Comune di Novara di adottare un regolamento, come già fatto da diversi altri Comuni italiani, senza successo. Le richieste fatte a Sindaci e ad Organismi vari di constatare direttamente la situazione del territorio non hanno avuto nessun esito. Abbiamo segnalato ripetutamente la pericolosità di alcune zone, dove purtroppo si stanno verificando con più frequenza gli incidenti; anche in questo caso con pochi o nessun risultato.

Vogliamo quindi indicare ancora una volta le motivazioni del perché si possono verificare queste situazioni di pericolo. Proviamo a riassumere le principali


  • Le autovetture di nuova produzione vengono immesse sul mercato con fari molto più potenti delle precedenti. Queste macchine hanno la possibilità di regolare la posizione dei fanali. Dal monitoraggio che eseguiamo in continuazione, il 50/60 per cento viaggia con fari (anche intermedi) troppo alti che abbagliano
  • Questi abbagliamenti (causati anche da macchine che ci seguono) provocano stanchezza visiva, stress, nervosismo, disattenzione, ecc.
  • Le autovetture entrano nelle città e colpiscono direttamente gli occhi dei passanti, provocando per contrasto un affievolimento delle capacità visive e quindi spiazzando gli impianti di illuminazione pubblica (ci si vede non per la quantità di luce presente ma per quella disponibile. Una lampada da 1000 watt che ci colpisce direttamente non ci fa vedere nulla, mentre una lampada da 100 watt posta sopra la nostra testa ci permette di avere una visione corretta. Nella zona intorno alla Malpensa, una delle più inquinate di tutta l’Italia, le persone si lamentano delle strade troppo buie)
  • Aziende, supermercati, privati installano in continuazione riflettori, torri faro e altri tipi di impianto senza tener conto minimamente di dove vengono dislocati e se possono influire sulla circolazione stradale

Questi fenomeni vengono poi accentuati in presenza di pioggia o nebbia.


Si nota così che spariscono incroci, i cartelloni segnaletici non si vedono più e come estrema soluzione, specialmente dopo che si sono verificati degli incidenti vengono installati dei riflettori lampeggianti o viene potenziata l’illuminazione

Uno dei concetti fondamentali dell’illuminotecnica è che il fenomeno della visione passa attraverso i nostri occhi. Di notte, circa l’80 per cento delle informazioni arrivano da questo strumento meraviglioso che sa adattarsi bene a molte circostanze ma non può sopportare all’infinito abbagliamenti continui e prolungati. Mentre ci si adatta molto bene alla luce, perdendo però in contrasto e potere risolutivo, il ripristino delle condizioni normali avviene in un periodo di tempo molto lungo, anche un’ora. Inoltre, una dei fondamenti della visione è il buio che ci permette di distinguere per contrasto gli oggetti che noi, coi fari delle autovetture illuminiamo.

Cosa può succedere allora? L’incrocio con una o più macchine abbaglianti, la visione di impianti mal progettati che ci colpiscono direttamente, le riflessioni degli occhiali (per chi ne deve fare uso), possono provocare (singolarmente o in accumulo fra di loro) una cecità totale momentanea, che può far perdere l’orientamento, non far vedere più una curva che si è fatta mille volte, oppure chi cammina sul ciglio delle strade o eventuali ciclisti, pedoni ecc. A tutto questo dobbiamo aggiungere anche gli stress sempre più frequenti e la stanchezza del guidatore che magari percorre la strada dopo una pesante giornata di lavoro.

In sostanza cosa stiamo facendo, si illumina sempre di più (meglio sarebbe dire io abbaglio te e tu abbagli me) e ci si vede sempre di meno. Molte persone quindi hanno rinunciato a viaggiare di notte.

A seguito di queste segnalazioni di pericolosità delle strade ci viene detto che noi non possiamo essere certi che l’incidente si è verificato proprio per gli abbagliamenti e per la troppa luce. Questo è vero, ma se si riescono a migliorare le condizioni di circolazione e se di conseguenza si ha una visione più definita delle strade e di chi le percorre, certamente si ottengono dei vantaggi nella guida e di conseguenza si diminuiscono gli incidenti. Altre tecniche di illuminazione non inquinanti, che purtroppo vengono adottate sempre in ritardo, fanno ridurre gli incidenti mortali anche del 70/80% (dato che si apprende dalle statistiche diramate dai produttori di questi impianti).

Cosa fare per migliorare questa situazione? Prima di tutto occorre controllare, con frequenza, la regolarità dei fari delle automobili (il fenomeno è in continuo aumento a seguito dell’entrata in circolazione di nuove autovetture), secondariamente evitare che le luci esterne colpiscano direttamente sia i pedoni sia gli automobilisti; in sostanza occorrono dei regolamenti precisi che tutti possano capire e adottare con semplicità. I costi di questi interventi di solito sono irrisori o addirittura nulli, anzi fanno risparmiare energia elettrica e quindi si tramutano in un beneficio indiretto. In molti casi si può intervenire anche con l’applicazione di schermi o di griglie che non incidono sul costo dell’impianto. é però indispensabile eseguire il progettare con attenzione e soprattutto studiarlo in relazione alla zone di installazione.

Molti interventi sulle strade si risolvono anche facendo delle frequenti manutenzioni alla carreggiata, come ad esempio rinfrescando le strisce segnaletiche ed applicando dei catarifrangenti. Con nebbia e pioggia si vede meno se la strada risulta illuminata.

Ricordiamoci che la bolletta sanitaria degli Italiani per questi incidenti supera i 40 mila miliardi all’anno e che ogni incidente mortale costa circa 2 miliardi di lire: al costo degli ospedali, delle riparazioni dei veicoli, delle strutture stradali, degli interventi della polizia, ecc. (dati Anas). Gli incidenti debilitanti sono ancora più onerosi in quanto le conseguenze si protraggono nel tempo.

Inoltre il costo di adeguamento degli impianti di illuminazione sono in continua crescita; le stime fatte recentemente, se verranno adottate nuove decisione tecniche in corso di approvazione, ci dicono che le spese nell’illuminazione pubblica sarà presto raddoppiata se non triplicata. E questo senza nessun vantaggio per la visibilità che anzi diventerà sempre più problematica.

Speriamo quindi che sorga presto la consapevolezza di questo problema e che tutto non venga considerato come una fatalità e quindi si continui ad operare sul territorio in maniera non adeguata o addirittura sbagliata. Sarebbe triste se a causa di un controllo non eseguito o della mancata predisposizione di uno schermo dal costo di poche migliaia non si potessero evitare degli incidente stradali.

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