La società energetica abbandona il mega-complesso industriale da 10 miliardi di dollari che avrebbe compromesso le osservazioni al VLT di Paranal. CieloBuio ha contribuito con analisi tecniche e dialogo internazionale
AES Andes ha annunciato il 23 gennaio scorso la rinuncia al progetto INNA, un vasto complesso industriale per la produzione di idrogeno verde e ammoniaca verde da 10 miliardi di dollari previsto nella Regione di Antofagasta, in Cile, a pochi chilometri dagli osservatori astronomici di Paranal e Armazones. La decisione rappresenta una vittoria significativa per la tutela dei cieli bui e l’astronomia mondiale, al termine di mesi di mobilitazione della comunità scientifica internazionale.
Gli impatti sul cielo di Paranal
Il progetto prevedeva impianti distribuiti su oltre 3.000 ettari in prossimità di alcune delle più importanti infrastrutture astronomiche al mondo, tra cui il Paranal Observatory, sede del Very Large Telescope (VLT), e il vicino sito dell’Extremely Large Telescope (ELT).
Come riportato nel comunicato stampa diffuso da CieloBuio, simulazioni e valutazioni pubblicate dall’European Southern Observatory (ESO) avevano mostrato che il complesso industriale avrebbe potuto aumentare la luminosità artificiale del cielo sopra il VLT di oltre il 35% rispetto ai livelli attuali, con effetti significativi anche sui siti di osservazione del Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO South) e dell’ELT, compromettendo la qualità delle osservazioni astronomiche.
Il contributo di CieloBuio
CieloBuio ha contribuito al processo fornendo analisi e competenze sull’inquinamento luminoso, promuovendo il dialogo tra esperti italiani e cileni e partecipando alla valutazione dei potenziali impatti del progetto sull’astronomia di Paranal.
“La decisione di AES Andes rappresenta un passo importante per la tutela dei cieli bui cileni, patrimonio naturale e scientifico di valore globale. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo percorso mettendo a disposizione le nostre competenze per supportare la valutazione dei possibili impatti del progetto INNA sul cielo notturno e favorendo il confronto tra le principali figure tecniche e scientifiche coinvolte”, ha dichiarato Diego Bonata, già presidente di CieloBuio e attualmente membro del Comitato tecnico scientifico dell’associazione.
La ricerca di Rodolfo Angeloni
A supporto della valutazione si affiancano studi scientifici indipendenti sulla qualità del cielo notturno cileno, come quelli condotti da Rodolfo Angeloni, astronomo presso il Gemini Observatory (NSF-NOIRLab), socio di CieloBuio e referente regionale per l’Umbria. Il suo lavoro “Toward a Spectrophotometric Characterization of the Chilean Night Sky” rappresenta uno dei contributi più avanzati alla caratterizzazione quantitativa dell’inquinamento luminoso in aree di rilevanza astronomica internazionale.
Un impegno storico in Cile
CieloBuio aveva già collaborato con l’OPCC (Oficina de Protección de la Calidad del Cielo del Norte de Chile) per la formulazione della “Norma Luminica” del 2012, partecipando alla conferenza mondiale tenutasi ad Antofagasta nel 2010. Nel 2022 tale normativa è stata ulteriormente rafforzata, introducendo nuove misure per proteggere i cieli cileni, rinomati per l’astronomia mondiale, riducendo l’impatto ambientale della luce artificiale.
Proteggere l’Atacama
Nel comunicato stampa, CieloBuio sottolinea l’importanza di preservare aree come il deserto di Atacama, riconosciute tra i luoghi con i cieli più scuri del pianeta e fondamentali per l’astronomia osservativa. La protezione di questi ambienti richiede cooperazione internazionale, pianificazione sostenibile e un dialogo continuo tra il mondo della ricerca scientifica, lo sviluppo energetico e le comunità locali.
L’associazione conferma la propria disponibilità a collaborare con organismi scientifici, istituzioni e associazioni partner per promuovere politiche e pratiche efficaci a difesa del cielo notturno dall’inquinamento luminoso e da altri fattori di disturbo antropico per l’intero ecosistema.
Per approfondire:
Scarica il comunicato stampa: 2026_01_25 Comunicato stampa CieloBuio – Progetto INNA
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