6 marzo 2025 – Inquinamento luminoso al World Economic Forum: tre impatti principali sul pianeta e le soluzioni possibili

Un articolo del World Economic Forum documenta come l’inquinamento luminoso minacci biodiversità, salute umana e clima. La buona notizia: è reversibile

L’inquinamento luminoso copre ormai quasi l’80% del pianeta e le aree artificialmente illuminate si espandono a un ritmo stimato del 2,2% annuo. Questo drammatico allontanamento dai cicli naturali di luce sta producendo conseguenze su fauna selvatica, biodiversità, salute umana ed efficienza energetica globale, come documenta un approfondimento pubblicato sul sito del World Economic Forum a firma di Emma Charlton.

Tre impatti principali sul pianeta

1. Interruzione dei cicli naturali e danno alla biodiversità

Gli studi dimostrano che uccelli, pipistrelli e insetti sono tra gli organismi più colpiti dall’inquinamento luminoso. Gli uccelli migratori si affidano alla luce naturale per orientarsi e le interferenze possono causare collisioni e navigazione errata durante i loro lunghi viaggi. Le tartarughe marine confondono la luce artificiale con quella lunare e vengono attratte lontano dall’oceano, con milioni di piccoli che muoiono ogni anno in questo modo.

La luce artificiale disturba le falene notturne e potrebbe aver ridotto il numero di bruchi della metà, secondo uno studio citato nell’articolo. I lampeggiamenti di accoppiamento delle lucciole possono essere interrotti anche solo da brevi lampi dei fari dei veicoli, con implicazioni a cascata per chi se ne nutre.

L’eccesso di luce può alterare anche le abitudini e i cicli riproduttivi dei pipistrelli. I modelli comportamentali di altri animali attivi di notte – inclusi gufi, tassi, topi e rane – sono ugualmente compromessi. Gli animali che usano il buio notturno per cacciare o nascondersi vengono penalizzati, alterando le reti alimentari. I pipistrelli, ad esempio, evitano le aree illuminate perché le espongono ai predatori come i gufi.

Gli effetti non si limitano agli animali terrestri: anche i pesci adattano il loro comportamento in risposta alla luce, ad esempio spostandosi in acque più profonde.

2. Rischi associati alla salute umana

Gli esseri umani non sono esenti dagli effetti che la luce artificiale ha sugli animali. Gli studi mostrano che disturba l’orologio biologico del corpo, compromettendo i cicli del sonno.

Uno studio ha rilevato che la luce artificiale è “significativamente correlata a tutte le forme di cancro”, compresi individualmente i tumori polmonari, mammari, colorettali e prostatici.

“Dovrebbero essere prese misure immediate per limitare la luce artificiale notturna nelle principali città del mondo e anche all’interno delle abitazioni”, hanno scritto gli autori di un altro studio citato nell’articolo.

3. Spreco energetico e contributo ai cambiamenti climatici

Conservare energia è uno dei modi più semplici per contrastare i cambiamenti climatici. Lasciare le luci artificiali accese – ad esempio negli uffici o nei negozi dopo l’orario di chiusura – è definito “sovra-illuminazione”, e ridurlo rappresenta uno dei modi più facili per diminuire l’inquinamento luminoso e risparmiare energia.

Uno studio della Commissione Europea ha dimostrato che le luci cittadine riducono la pulizia notturna dell’atmosfera e diminuiscono i modi in cui gli ossidi di azoto vengono rimossi.

Le soluzioni esistono

La buona notizia è che l’inquinamento luminoso è reversibile, e questo lo distingue da molte altre forme di inquinamento. L’International Dark-Sky Association propone quattro interventi principali, da sempre capisaldi di CieloBuio:

  1. Ridurre l’uso dell’illuminazione, installando corpi illuminanti solo dove è realmente necessario e con l’intensità luminosa più bassa possibile.
  2. Utilizzare controlli come dimmer, timer e sensori di movimento per rendere le luci il più efficienti possibile.
  3. Schermare il flusso luminoso per dirigerlo solo verso il suolo, riducendo l’abbagliamento.
  4. Utilizzare luci dai colori caldi a bassa temperatura di colore e limitare l’uso di luci a lunghezza d’onda blu (“luci fredde”), ritenute le più dannose.

“A differenza di molti altri problemi ambientali che il mondo affronta, risolvere l’inquinamento luminoso è semplice, fa risparmiare denaro e produce risultati immediati”, afferma Ruskin Hartley, Direttore Esecutivo dell’International Dark-Sky Association.

Il rapporto del World Economic Forum “Nature Positive: Leaders’ Insights for the Transition in Cities” discute come possiamo affrontare le sfide dell’urbanizzazione e il suo effetto sull’ambiente, evidenziando il ruolo che le istituzioni private e la società civile svolgono nel garantire che lo sviluppo urbano avvenga in armonia con la natura.

Per approfondire: From fireflies to fish, light pollution is damaging the environment – what can we do about it? – articolo di Emma Charlton, World Economic Forum, 6 marzo 2025 (articolo in lingua inglese)


Redazione CieloBuio

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