Una fotografia notturna della Terra scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale e scelta come “immagine del giorno” dalla NASA rivela il drammatico primato italiano nell’inquinamento luminoso. L’analisi di Chiara Badia su Media INAF

Luci della città e bagliore atmosferico nella foto proposta dalla Nasa: ritrae l’Europa di notte, in particolare le zone della Francia e dell’Italia (l’orientamento è ribaltato, con il nord verso il basso e il sud verso l’alto). Sono riconoscibili le metropoli del Nord Italia, la Pianura Padana e la costa ligure e adriatica. Crediti: Jaxa/Kimiya Yui
Una straordinaria fotografia notturna dell’Europa, scattata il 30 agosto 2025 dall’astronauta Kimiya Yui della JAXA a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è stata selezionata dalla NASA come immagine del giorno. L’immagine, proposta il 25 novembre sul sito dell’agenzia spaziale americana, offre una testimonianza visiva eloquente di un primato negativo tutto italiano.
Come riporta Chiara Badia nell’articolo pubblicato su Media INAF, la Pianura Padana emerge dallo spazio come un vero e proprio “mare di luce” continuo, che si estende dalle Alpi fino all’Adriatico con un’intensità e una densità straordinarie. Non si tratta solo della quantità di lampioni: la conformazione geografica della pianura – un bacino chiuso circondato da Alpi e Appennini – amplifica gli effetti dell’illuminazione attraverso il fenomeno dello skyglow, il bagliore diffuso del cielo notturno causato dall’interazione tra luce artificiale, aerosol, particolato fine e umidità.
Italia seconda al mondo tra i paesi G20
L’Atlante globale dell’inquinamento luminoso colloca l’Italia, insieme alla Corea del Sud, in cima alla classifica dei paesi del G20 per livello di inquinamento luminoso. Dallo spazio, questo si traduce in una luminosità uniforme che cancella i confini tra città e campagna, rendendo impossibile osservare la Via Lattea anche nelle notti perfettamente serene.
Il divario cromatico con la Francia
Uno degli aspetti più significativi evidenziati nell’analisi di Badia riguarda la differenza cromatica tra le luci francesi (giallo caldo) e quelle italiane (bianco freddo tendente all’azzurro). Questa differenza riflette scelte tecnologiche opposte: mentre la Francia ha adottato sistematicamente LED a bassa temperatura di colore (2700-3000 kelvin), l’Italia ha privilegiato LED a temperatura elevata (4000 kelvin), con maggiore emissione di luce blu. Quest’ultima, a causa dello scattering di Rayleigh, viene diffusa molto più intensamente dall’atmosfera, contribuendo in modo sproporzionato all’illuminazione del cielo.
L’articolo di Chiara Badia su Media INAF approfondisce anche gli impatti sulla biodiversità e sulla salute umana, il ruolo del programma Crew Earth Observations della NASA e pone una domanda fondamentale: quanto siamo disposti a sacrificare del cielo notturno in nome della luce artificiale?
Per approfondire: Luce in Valpadana – articolo di Chiara Badia, Media INAF, 26 novembre 2025
