Spento il faro sulla Marmolada

Gazzettino, cronaca di Belluno – 04 febbraio 2006

ROCCA PIETORE La società funiviaria ha capito le esigenze degli astrofili che avevano protestato per la troppa luce

La Regina delle Dolomiti tornerà ad essere illuminata solo dalla luna e dalle stelle

Rocca Pietore – Il mega faro installato di recente sulla stazione di arrivo del terzo tronco della funivia della Marmolada è stato spento. La denuncia dell’inquinamento luminoso prodotto dal faro sulla Regina delle Dolomiti e verso il cielo stellato era partita da Claudio Pra dall’associazione astrofili agordini Cieli Dolomitici che aveva scritto ai sindaci di Rocca Pietore e Canazei. La lettera era stata spedita anche al Gazzettino e Radio Più e, della vicenda, si erano occupati anche vari siti astronomici come quello dell’Unione Astrofili Italiani. Grazie alla sensibilità del titolare dell’impianto funiviario Mario Vascellari, che ha capito le ragioni della segnalazione, il problema è stato risolto con lo spegnimento del faro. Che sarà acceso solo in casi particolari come ad esempio le emergenze.«Non posso che essere soddisfatto – dice Claudio Pra – ringrazio Vascellari per l’intelligenza e la sensibilità dimostrata e ringrazio anche chiunque abbia avuto un ruolo per la risoluzione positiva della vicenda. La Marmolada e il cielo stellato tornano ad essere stupendi e unici».Il lieto fine della vicenda non è purtroppo frequente quando si parla di inquinamento luminoso. Il problema non è sentito né dal comune cittadino né dagli amministratori. Sempre più si va diffondendo l’idea che illuminare è bello e utile.«Il progresso – continua Pra a questo riguardo – sembra dover passare per l’eliminazione del buio. Si crea un sole alternativo a quello che tramonta.
L’inquinamento luminoso sta ormai portandosi via il cielo stellato che è patrimonio dell’umanità. Eppure, senza essere appassionati di stelle o esteti, un motivo si troverebbe per non diffondere inutilmente luce: i soldi buttati. Se si cammina per strada si ha bisogno di vedere dove si mettono i piedi. A cosa serve luce in eccesso, molta della quale rivolta verso l’alto?
Esistono impianti che possono risolvere il problema, indirizzando il fascio dove serve. Esistono correttivi per gli impianti già esistenti. Esistono anche leggi che non vengono rispettate. Il problema è dilagante e in continuo aumento. Anche da noi si comincia a sentirlo. Si vedono in giro impianti di illuminazione aberranti, che diffondono luce dappertutto. Per fortuna esistono delle oasi, come i passi dolomitici o i piccoli paesini, dove il contatto con il cielo, ha ancora tutto il suo fascino. Ma quanto durerà?».

In un periodo in cui ci chiedono di risparmiare energia perfino spegnendo il led del televisore, ecco che se ci guardiamo attorno ci accorgiamo cosa veramente ci fa consumare i kilowatt buttando denaro dalla finestra. Esiste una legge regionale, la 22/97, a tutela e prevenzione dell’inquinamento luminoso su tutto il territorio veneto. Legge che, come altre promulgate in altre regioni sullo stesso tema, viene spesso ignorata sia dai cittadini sia dalle amministrazioni pubbliche che sulla sua applicazione dovrebbero invece vigilare.

Mirko Mezzacasa

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