Tra Comune e Osservatorio gli “ombrelli” della discordia

L’inquinamento luminoso sulla città di Teramo disturba l’Osservatorio astronomico di Collurania Sul Messaggero di sabato 13 dicembre un articolo di Franco D’Ignazio mette in evidenza il problema dell’inquinamento luminoso sulla città di Teramo che impedisce, ormai, all’Osservatorio astronomico di Collurania di svolgere i suoi studi in tutta regolarità.
In particolare, le condizioni non consentono utili osservazioni stellari e, quindi, la piena utilizzazione delle sofisticate strumentazioni di cui il centro astronomico teramano dispone.
“Le interferenze inquinanti derivano – viene spiegato nell’articolo – dalla eccessiva luminosità, dal basso in alto, riscontrabile in alcune zone della città: ad esempio in piazzale San Francesco, dove di notte domina il ”faro”, e su alcune arterie troppo illuminate.”
Il problema non è soltanto di oggi , ma si è sicuramente accentuato negli ultimi anni e, benchè più volte sollevato, non ha ancora trovato una concreta soluzione. Il direttore di Collurania, il professore Amedeo Tornambè, ha chiesto al sindaco di ridurre e di attenuare le fonti luminose, attraverso le applicazioni di particolari ”ombrelli” con i quali ottenere lo ”schiacciamento” dei fasci di luce verso il basso.
A tutt’oggi, malgrado le ripetute proteste, l’amministrazione comunale non è ancora venuta incontro alle richieste di Collurania.
Perdurando simili disagi, l’Osservatorio, a ragione ritenuto una delle ormai rarissime perle teramane di vanto internazionale, vede seriamente compromettere le sue attività e i suoi programmi futuri.

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