I Risultati di Frosinone nella Lotta all’Inquinamento Luminoso

RELAZIONE CONVEGNO DI VENEZIA DEL 3 MAGGIO 2002
PRIMI RISULTATI NELL’APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI
Mario DI SORA, Presidente italiano dell’International Dark-Sky Association Direttore Osservatorio Astronomico di Campo Catino

L’Ufficio tecnico del comune di Frosinone attesta i notevoli benefici riscontrati a seguito dall’adozione del regolamento comunale di Frosinone sia dal punto di vista del risparmio energetico che di quello della sicurezza e della vivibilità della città. Per approfondimenti consultare i seguenti documenti:
Relazione sull’IL dell’Ufficio tecnico di Frosinone (Pagina 1 di 3)
Relazione sull’IL dell’Ufficio tecnico di Frosinone (Pagina 2 di 3)
Relazione sull’IL dell’Ufficio tecnico di Frosinone (Pagina 3 di 3)

Il presente intervento è stato ideato e preparato per dimostrare e far conoscere quali sono i risultati raggiunti nella provincia di Frosinone nella lotta all’inquinamento luminoso e per il contenimento dei consumi energetici da uso di illuminazione esterna.
Credo che in questo comprensorio territoriale ci sia la più alta concentrazione di comuni che, in Italia, si sono dotati di strumenti regolamentari volti alla soluzione dei suindicati problemi.
Dire che la lotta all’inquinamento luminoso, in senso sia teorico che pratico, sia nata a Frosinone non è lontano dal vero.
Ma non è di questo primato che dobbiamo interessarci quanto invece dei risultati positivi che l’applicazione dei criteri previsti dai Regolamenti comunali ha incominciato a dare.
I primi provvedimenti (Giuliano di Roma, Ferentino e Frosinone) sono stati approvati nel 1996 grazie alla sensibilità di alcuni amministratori che avevano a cuore questo problema e anche grande stima nell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino che mi onoro di dirigere.
La novità di questi Regolamenti è che non si limitano a prescrivere in modo specifico le misure che devono essere adottate nella realizzazione degli impianti di illuminazione esterna ma prevedono anche la modifica e l’adeguamento di tutti quelli preesistenti entro 5 anni dalla loro approvazione.
Ovviamente non è facile controllare bene l’applicazione di queste norme in tutti i comuni e spesso è capitato che venissero compiute delle violazioni a cui, in parte, abbiamo fatto rimediare subito.
Dal maggio del 2000 poi abbiamo anche il sostegno della L.R. 13/4/2000 n° 23 che ribadisce sostanzialmente gli standards dei Regolamenti anche se in forma più restrittiva.
Soprattutto in collaborazione con i comuni di Frosinone e Ferentino ci siamo mossi su più fronti per cercare di ottenere i migliori risultati possibili; vediamo come.

ORGANIZZAZIONE E PROCEDURA DI INTERVENTO

FASE 1:
a) Pubblicazione del Regolamento;
b) Comunicati stampa;
c) Avviso ai rivenditori di materiale elettrico con richiesta di esporre il Regolamento;
d) Circolare informativa ai principali enti pubblici e privati e agli Ordini professionali.

FASE 2:
Ricognizione degli impianti pubblici e individuazione di tutti quelli da adeguare a partire dai più inquinanti (successivamente anche i privati).

FASE 3:
Per il comune si procede alla modifica o alla sostituzione degli impianti non a norma mentre per gli altri soggetti (sia pubblici che privati) si invia la lettera con allegata scheda da cui si evince: a) il tipo di anomalia riscontrata; b) i suggerimenti per eliminarla; c) la disponibilità del comune e dell’Osservatorio di Campo Catino come C.T. a fornire chiarimenti gratuiti.

FASE 4:
In caso di inadempimento scatta una diffida con preavviso di sanzione amministrativa. Se avviene un contatto per consigli si interviene subito per fornire la consulenza.

FASE 5:
si procede alla verifica definitiva dell’impianto con approvazione dello stesso, richiesta di miglioramento o elevazione del verbale di contravvenzione.

OBIETTIVI RAGGIUNTI E CRITERI DI AZIONE

L’azione di modifica di vecchi impianti è iniziata ufficialmente nel giugno del 2000 e ha riguardato (sia in Frosinone che in Ferentino) i seguenti tipi di insediamenti: industriali, artigianali, commerciali, uffici ed enti pubblici, condomini privati e popolari (I.A.C.P.), per un totale di 300 richieste nel primo comune e 100 nel secondo.
In questa prima fase sono stati volutamente esclusi i piccoli impianti di case private singole perché abbiamo constatato che, nella maggior parte dei casi, vengono spenti dopo le ore 23.
Sono poi stati effettuati anche altri interventi diretti su altri soggetti in altri comuni ma non sono oggetto della presente statistica (tranne quello di Morolo).
Si è intervenuti quindi per la modifica di: 1500 ottiche di tipo stradale, 200 insegne, 300 fari e 1500 ottiche aperte (sfere e similari).
Solo in questo comparto la riduzione, stimata per difetto, è di circa 28 milioni di lumen sul territorio di Frosinone e di circa 12 milioni di lumen su quello di Ferentino.
Nella prossima scheda vedremo un quadro esemplificativo degli interventi richiesti riportando solo i soggetti più importanti e qualche altro caso notevole.

Enti pubblici:
Sfere bianche Palazzo Amministrazione Provinciale: 90.000 lumen.
Fari e lampioni Casa Circondariale (Carcere): 2.090.000 lumen.
Motorizzazione Civile: 32.400 lumen (con riduzione consumi 40%).
Aeroporto militare: 100.000 lumen.
Stazione F.S.: 350.000 lumen.
ITIS di Ferentino: 160.000 lumen.
Ospedale di Alatri: 300.000 lumen.
Ospedale di Ceccano: 36.000 lumen.
Depuratore Consorzio ASI:
Intervento strutturale con riduzione di potenza
su 53 lampioni da 400 w Na a 150 w Na e su 25 da da 250 Hg a 150 w Na.
Su tutti sono stati sostituiti i vetri da prismati a piani con emissione ridotta dal 6% allo 0%. (circa 175.000 lumen diretti in cielo in meno).

Consumi dagli originari 27.45 Kwh agli attuali 15.75 Kwh con ulteriore riduzione del 50% dopo le ore 23.

Costo bolletta iniziale: € 12.913 (£ 25.000.000) -> costo finale bolletta € 3.711(£ 7.185.000 )

Il costo dell’intervento è stato di € 8.780 (£ £ 17.000.000) nel 2001 e verrà pertanto ammortizzato entro 1 anno.

Intervento su Comune di Morolo in collaborazione con la Regione Lazio.

Modifica di 150 ottiche a vetro prismato: 90.000 lumen.
Modifica di 150 sfere bianche con riduzione di flusso dal 63% al 3%.: 360.000 lumen (per un totale di 450.000 lumen).
Misurazione piano di calpestio da 10 lux a 22 lux.

Sono in fase di realizzazione altri interventi su insediamenti medio-piccoli (ad esempio scuole) che porteranno a una riduzione media stimata in circa 20/30.000 lumen.

Per quanto riguarda gli insediamenti privati si riportano i seguenti esempi:
HENKEL di Ferentino: 425.000 lumen.
AGUSTA di Frosinone:260.000 lumen.
VALEO SUD di Ferentino: 200.000 lumen.

Interventi su oltre 100 condomini privati (min. 15 sfere cad. da 1.200 lumen).
Riduzione calcolata per difetto: 900.000 lumen.
VANTAGGI DELLA SOSTITUZIONE CON VETRI PIANI DELLE COPPE

Un argomento contro l’adozione di vetri piani, anche in fase di modifica di vecchi impianti, è che questo comprometterebbe l’uniformità di luminanza e quindi comporterebbe alternanza di zone illuminate a zone buie.
I risultati degli esperimenti che ho compiuto personalmente dimostrano esattamente il contrario e sfido chiunque a verificarlo sul campo.
Prendiamo il caso di due impianti-tipo in cui sono state effettuate modifiche della seguente fattispecie..

a) Impianto a vetri prismati (ottiche POLARIS) con emissione > 5% con lampade da 250 w Hg installati da oltre 20 anni – interdistanza 30 m – misura al piano di calpestio 6 lux. Uniformità verificata pessima per la perdita progressiva delle caratteristiche fotometriche.
Con la sostituzione mediante ottiche cut-off a vetro piano con lampade da 150 w Na la situazione è cambiata radicalmente. L’uniformità è notevolmente migliorata mentre sul piano di calpestio siamo passati da 6 a 50 lux (Via Cicerone e Via Madonna della Neve).

b) In numerosi altri impianti (ottiche UNIVERSO) è bastato sostituire la coppa in policarbonato con un vetro piano temperato per passare, sul piano di calpestio, da 7 lux a 25 lux (costo dell’operazione circa 5 €).
Questo è dovuto al fatto che con il tempo la coppa in materiale plastico si opacizza fino ad assorbire oltre il 50% della luce.
Paradossalmente al diminuire della luce sul piano di calpestio aumenta quella dispersa verso l’alto in quanto la coppa diventa un vero e proprio diffusore a causa della notevole opacizzazione.
Questo ci deve far porre attenzione al fatto che molti impianti vengono certificati per dispersioni minori o uguali all’1% ma in realtà dopo il primo anno di vita possono già arrivare al 3% e successivamente molto oltre.

I vetri piani non fanno di questi scherzi!

A conclusione del mio intervento voglio solo mettere in evidenza un fatto: non basta avere una buona legge. Bisogna impegnarsi in prima persona per farla rispettare e per individuare i migliori modi per aiutare tutti ad applicarla!

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