LA GIORNATA NAZIONALE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO – 10 giugno 2001

LA GIORNATA NAZIONALE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO
(Loris Ramponi – Luigi Cocca – Unione Astrofili Bresciani)

Premessa

A seguito della richiesta della CNIL/UAI di fare un bilancio dell’ultima “Giornata nazionale sull’inquinamento luminoso” abbiamo scritto il presente articolo.
Pensando di fare cosa utile abbiamo dedicato lo spazio che ci è stato concesso a delle considerazioni che possono far meglio conoscere i contenuti dell’iniziativa ed in particolare migliorare le prossime edizioni. La giornata nazionale sull’inquinamento luminoso

Nell’ultima decade alcune realtà astronomiche che hanno sede nella provincia di Brescia si sono fatte promotrici di “Giornate” a tema di interesse nazionale. Più precisamente si tratta della “Giornata dei Planetari” organizzata dall’Associazione Amici dei Planetari e della “Giornata sull’inquinamento luminoso” promossa dall’Unione Astrofili Bresciani. La prima è nata nel 1991 e dal 1994 si è estesa anche ad altri Paesi ed è ancora l’unica giornata a livello internazionale che ha come obiettivo di far conoscere i planetari esistenti e di promuovere nuove realizzazioni. Il logo della “Giornata dei Planetari” è il frutto di un concorso internazionale ed è disponibile nelle pagine di scienza del sito Internet: www.cityline.it.
La prossima edizione avrà luogo domenica 17 marzo 2002.
La prima edizione della “Giornata sull’inquinamento luminoso” risale invece al 1993 e il marchio che la contraddistingue è disponibile nelle pagine Internet già segnalate.
Queste “Giornate”, come analoghe altre che si svolgono all’estero, hanno il merito di convogliare su una singola iniziativa i piccoli contributi di molti (gruppi, associazioni, Osservatori, Planetari, ambientalisti, ecc.) che tutti insieme riescono ad emergere, almeno per un giorno, nell’oceano delle iniziative di interesse pubblico. Il risultato non viene comunque raggiunto solo attraverso la pubblicazione della notizia a livello nazionale, mediante diverse fonti di informazione, ma anche rafforzando l’iniziativa a livello locale. é infatti evidente che il piccolo gruppo, anche di recente formazione, riuscirà forse a trovare una maggior attenzione sugli organi di informazione locali collaborando ad una iniziativa che contemporaneamente ha luogo in più località. Queste considerazioni sono praticamente scontate e sono proprio quelle che giustificano il proliferarsi di “Giornate” dedicate ai più diversi argomenti.
A questo punto ci pare opportuno sottolineare la motivazione per cui continua ad avere senso una “Giornata sull’inquinamento luminoso”, ovviamente accanto alle diverse “Giornate” osservative promosse dall’Unione Astrofili Italiani, grazie al contributo delle Delegazioni sul territorio.
Il problema dell’inquinamento luminoso merita ogni nostra attenzione. Se non sono i cultori dell’astronomia, ad ogni livello, ad occuparsene, chi pensiamo debba farlo? Ci sono organismi e persone che dedicano all’inquinamento luminoso grandi energie e che meritano quindi tutta la nostra stima. La “Giornata sull’inquinamento luminoso” vuole invece avere l’obiettivo di recuperare e valorizzare quel contributo “minimo” che ogni sodalizio di astrofili può dedicare, almeno una volta all’anno, ad un tema per tutti noi così importante. Si tratta quindi di includere nel programma annuale di ogni associazione almeno una iniziativa (serata osservativa, conferenza, proiezione, apertura straordinaria dell’osservatorio astronomico, ecc.) dedicata all’inquinamento luminoso, preferibilmente, aggiungiamo, in coincidenza con la “Giornata” che annualmente si svolge verso Ottobre in un sabato vicino al novilunio. A questo proposito può risultare utile stabilire con anticipo la data – sarà resa nota con almeno un anno di anticipo – in modo da includerla sempre nei programmi di attività e nelle pagine Web dei gruppi astrofili.
Quest’anno la giornata si svolgerà Sabato 13 Ottobre, a tal proposito sarà diffuso un apposito comunicato stampa dell’UAI e dell’Unione Astrofili Bresciani.
La “Giornata” potrebbe anche essere l’occasione per lanciare delle iniziative originali per far conoscere al pubblico in genere l’inquinamento luminoso. Gli amministratori pubblici si coinvolgono soprattutto attraverso l’approvazione di opportune normative, oppure mediante l’organizzazione di seminari per addetti ai lavori o l’invio di lettere e documentazione tecnica agli uffici competenti in materia di illuminazione pubblica. L’opinione pubblica può invece essere sensibilizzata su questi temi proprio attraverso iniziative che coinvolgono i singoli cittadini.
A questo proposito, a titolo di esempio, segnaliamo un paio di proposte che potrebbero trovare pratica attuazione in occasione della “Giornata”.

Volantini scolastici

Grazie all’impegno della Professoressa Lucia Corbo (Responsabile della Commissione Didattica dell’UAI/Legambiente) le scuole sono state coinvolte anche sul tema dell’inquinamento luminoso e la settimana “Gli studenti ci fanno vedere le stelle” è l’iniziativa più significativa al proposito.

Sensibilizzare gli studenti significa anche aprirsi una possibile strada per entrare nelle famiglie e quindi sensibilizzare un sempre più ampio pubblico sull’uso razionale dell’illuminazione pubblica e privata. é vero che quel che conta è intervenire sui sistemi di illuminazione delle strade, ed è in quell’ambito che si concentrano gli sforzi, ma poi all’atto pratico sappiamo quanta influenza negativa abbia sui singoli osservatori la presenza nelle proprie vicinanze di fonti di luce abbaglianti installate dai privati nelle vicinanze delle abitazioni.
Perché allora non pensare anche a dei messaggi rivolti ai singoli cittadini, partendo ad esempio dalle scuole. L’idea potrebbe proprio essere quella di promuovere nelle classi, incentivandola anche con un premio, la realizzazione di un volantino informativo (testi e disegni) sull’inquinamento luminoso ideato dagli studenti. La sua diffusione potrebbe poi avvenire attraverso delle semplici fotocopie distribuite delle famiglie proprio in occasione della “Giornata sull’inquinamento luminoso”. Da parte nostra ci attiveremo per cercare dei premi, anche con la collaborazione di quanti sono interessati alla proposta, messi a disposizione da eventuali finanziatori.

Chi ha rubato la Via Lattea?

Questo bel titolo, comparso in un articolo di diversi anni or sono scritto da Piero Bianucci (Tuttoscienze – La Stampa) e dedicato all’inquinamento luminoso, potrebbe colpire l’attenzione di molti se fosse strategicamente collocato…sulle confezioni del latte! Nella nostra, come in altre città, la distribuzione giornaliera del latte fresco viene assicurata dalla “Centrale del latte” che in diverse occasioni utilizza la confezione quale veicolo di messaggi promozionali e informativi, ad esempio su mostre a carattere artistico e culturale. Riuscire a convincere i dirigenti di questi organismi a dedicare alla “Via Lattea perduta” la confezione di Ottobre sarebbe ovviamente un bel risultato in termini di informazione pubblica.

Attuare questa economica forma di sponsorizzazione in una città significherebbe poterla estendere anche in altre località. Naturalmente la proposta è valida per tutte le aziende che distribuiscono il latte, grazie al contributo di Ercole che ne sparse in cielo il primo fiotto.

Saving the night: uno show contro l’inquinamento luminoso

Lo spettacolo destinato ai planetari è stato prodotto negli Stati Uniti.
“Saving the Night” è il primo spettacolo registrato per Planetari specificamente dedicato al tema dell’inquinamento luminoso. é stato presentato a Ravenna in occasione del Meeting dei planetari italiani dell’ottobre scorso.
é prodotto da una delle sette associazioni di planetaristi degli Stati Uniti, quella che raggruppa le cupole del Sud-Est.
La Southeastern Planetarium Association ha così raccolto il testo dello spettacolo, scritto da David H. Levy, il CD-ROM che contiene la voce del narratore e le musiche che la accompagnano, 64 diapositive (molte delle quali hanno anche la controparte per garantire uno sfondo perfettamente nero ad ogni immagine) e la sceneggiatura. Quest’ultima descrive che cosa accade in ogni momento dello spettacolo, quindi quali immagini vengono proiettate insieme al testo, l’utilizzo di panorami, effetti speciali, quando appaiono le stelle e si devono accendere le luci della sala.
Lo spettacolo è di breve durata, circa 11 minuti, perché l’obiettivo dei produttori era quello di realizzare una registrazione da utilizzare frequentemente, per esempio all’inizio e alla fine di ogni lezione/rappresentazione. Solo in questo modo gli autori ritengono sia possibile informare in maniera efficace il pubblico sul problema dell’inquinamento luminoso e sulle soluzioni che possono ridurne gli effetti negativi sulla qualità del cielo.
Lo spettacolo può essere diviso in quattro parti:
1) Un breve momento introduttivo dedicato all’esplosione di una supernova la cui luce raggiunge anche il nostro pianeta, ma che non può essere vista ad occhio nudo perché questo punto luminoso è come se “annegasse nel mare dell’inquinamento luminoso, una luce da noi stessi prodotta, che illumina verso l’alto nel cielo e ci ruba qualcosa che appartiene a noi tutti, la nostra visione della volta celeste”.
2) La seconda parte ci riporta indietro nel tempo quando anche dalle periferie delle città si poteva vedere la Via Lattea e la nostra vista raggiungeva galassie distanti come quella di Andromeda. “Pensate all’occhio umano che senza l’aiuto di telescopi e binocoli potrebbe vedere qualcosa distante più di due milioni di anni luce”. Agli inizi dell’Ottocento il cielo notturno era ancora visibile dagli abitanti delle città, un secolo dopo la civiltà era cresciuta ma il cielo era ancora largamente accessibile. Ora l’inquinamento
luminoso è così cresciuto che i cittadini non possono più apprezzare la notte.
3) La terza parte esamina il problema dell’inquinamento luminoso da un punto di vista tecnico ed economico.
“Due miliardi di dollari all’anno”, è questo lo spreco in termini economici della luce che negli Stati Uniti viene inutilmente “gettata agli uccelli, agli aeroplani e alle nuvole”.
Si parla quindi di “luci abbaglianti” e di inadeguate luci di sicurezza anche nelle abitazioni private che per il loro effetto accecante aiutano invece di evidenziare coloro che si aggirano furtivamente tra le nostre case. Lo spettacolo punta infatti il dito su tutte quelle luci che inutilmente rischiarano anche le finestre dei vicini, luci che violano anche la proprietà altrui e che ad esempio in Australia sono vietate.

Il messaggio che quindi si vuol far passare non è certo quello di spegnere le luci, ma di utilizzarle per illuminare meglio il suolo e quindi usarle in modo più razionale.
A questo punto segue una descrizione dei vari tipi di lampade, in particolare di quelle antinquinamento luminoso (cut-off) e di quelle al sodio a bassa pressione che consentono inoltre un notevole risparmio di energia. Questa parte si conclude segnalando l’operato dell’International Dark Sky Association.
4) L’ultima parte, la conclusione, è affidata ai ricordi di Leslie Pelter, un astrofilo dell’Ohio scopritore di comete che nel 1960 tornò a visitare il luogo della sua vecchia, buia, fattoria – osservatorio. Quello che trovò, invece della sublime bellezza del cielo stellato, era l’accecante chiarore bianco-azzurro di una potente luce che inondava tutta l’area. Altre luci nelle fattorie vicine aggiungevano a quella altra luce. Egli scrisse dopo la visita: “I figli del contadino non conosceranno mai il benedetto cielo buio della notte”.
Sono passati decenni da quando Leslie visitò la sua antica fattoria, “ma ogni giorno che passa non è mai troppo per sperare che il cielo notturno ritorni nella fattoria, nel deserto e nella foresta”.
“Saving the night” è distribuito a pagamento da Bishop Planetarium, 201 10th Street, West Bradenton 34205, Florida.

Conclusioni

Ci auguriamo che questo breve scritto possa contribuire a migliorare le prossime edizioni della “Giornata” anche attraverso il puntuale coinvolgimento di diversi gruppi astrofili. Infatti il principale problema organizzativo consiste nell’avere in tempo utile, almeno un paio di settimane prima della “Giornata”, i programmi dei singoli gruppi da diffondere in seguito attraverso il comunicato generale della manifestazione. Con la collaborazione di tutti potremo quindi raggiungere questo risultato e rendere più proficua l’iniziativa. Nel frattempo proponiamo a chiunque di contribuire in un modo molto semplice, suggerendo un titolo per il comunicato stampa della manifestazione, che ovviamente ogni anno potrebbe essere diverso ed utilizzato anche come “slogan” negli stampati eventualmente diffusi nelle singole località.

N.d.r.: invitiamo tutte le delegazioni/associazioni affiliate all’UAI ad impegnarsi per organizzare un proprio programma, diffondere un volantino di semplice accesso nelle scuole ed in ultimo scrivere alla “centrale del latte” per inserire sul cartone uno slogan sull’inquinamento luminoso tipo: “un fiume di luce artificiale cancella le stelle” o “salviamo la Via Lattea”..
Il programma va inviato all’Unione Astrofili Bresciani Posta. E.: luy@libero.it o info@serafinozani.it
Sarà cura della CNIL/UAI inserire un comunicato stampa concordato con l’Unione Astrofili Bresciani sul sito Internet UAI ed inviarlo a tutte le delegazioni/associazioni, affinché esso sia inviato alle redazioni locali dei quotidiani e radio/televisioni e diffuso il 13 Ottobre 2001.

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