Lettera di richiesta al prefetto di spegnimento fari pubblicitari

Oggetto: LR 17/2000 e divieto dal 27/05/00 su tutto il territorio della regione Lombardia di Fari fissi e mobili rivolti verso il Cielo Illustrissimo Sig. Prefetto,
il 23 febbraio 2000 è stata approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia la Legge Regionale n° 199 (“Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso illuminazione esterna e lotta all’inquinamento luminoso”), che dopo il consenso del Ministero competente è stata pubblicata sul supplemento n.13 del BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) del 30/03/2000 come Legge Regionale n. 17 del 27 marzo 2000.
Tutte queste leggi hanno avuto come promotori astronomi ed astrofili inizialmente animati dal porre fine allo scempio provocato dall’eccesso di luce nella volta celeste, forti del sostegno di oltre 25.000 cittadini lombardi che hanno depositato le loro firme in regione per appoggiare la LR 17/2000.
Studiando più attentamente il problema, è stato accertato come vi sia un grosso spreco energetico dovuto ad una cattiva ed irrazionale illuminazione delle nostre città. Ma come si sa, approfondendo gli studi spesso emergono anche effetti collaterali imprevisti. Ci si è accorti infatti, come la cattiva illuminazione comporti problemi di sicurezza stradale, di salute per esseri umani ed animali e grosse ripercussioni anche sul mondo vegetale.
Dopo queste evidenze, in Lombardia si è dato vita a “CieloBuio”, il primo coordinamento nazionale di oltre 90 associazioni di astrofili e di professionisti, per contrastare a questa forma di inquinamento, che entro il 2025 (in base agli attuali tassi di crescita) renderà le notti del 85% del territorio italiano pari a quelle del centro di Milano e per città come Bergamo e Milano sino a 100 volte superiore!
Alcune informazioni sugli effetti negativi dell’IL
a) in quanto a sicurezza sulle strade è risaputo come la luce diffusa generi un fondo luminoso continuo che induce un affievolimento dei contorni delle strade, riducendo la capacità di rilevare la profondità degli oggetti esistenti (banchine, marciapiedi, pali, ecc.),
b) la pupilla dell’occhio umano mal si adatta alle variazioni improvvise di luce ormai usuali su strade e parcheggi. Queste condizioni sono un fattore altamente abbagliante che ci priva della corretta visione della strada per alcuni minuti. In situazioni di nebbia ed umidità le difficoltà si accentuano in quanto si crea un alone impenetrabile dai fari delle autovetture. Per un motivo del tutto analogo sarebbe un errore incredibile (contrariamente a quanto ci fanno credere) illuminare a giorno l’autostrada A4 per eliminare il problema della nebbia.
c) non dimentichiamo poi che illuminare a giorno strade e parchi provoca effetti d’ombra al di là di coni di luce, tali zone possono divenire rifugio per malintenzionati. Non esiste alcuna evidenza di una correlazione tra aumento dell’illuminazione e diminuzione del crimine. Anzi, negli USA e in alcune aree metropolitane londinesi è stato registrato un aumento degli atti vandalici in zone di nuova illuminazione. A questo proposito è utile leggere alcune “information sheet” dell’IDA sez. americana. ( http://www.darksky.org/ida/info51.html http://www.darksky.org/ida/info63.html).
Anche nel Codice della Strada vi sono norme riguardanti i fenomeni di abbagliamento e prescrizioni relative alla pubblicità stradale ed alle fonti di luce fastidiose (art. 23, 47, 51 ed art. 234 1° comma).
d) disturbi del sonno e dei ritmi circadiani,
e) peggioramenti nei soggetti affetti da morbo di Alzheimer,
f) Modificazione della fotosintesi clorofilliana: nei parchi urbani e non solo, si crea un grave squilibrio ambientale ai danni di flora e fauna privati delle naturali ore di buio con conseguenze disastrose sull’ecosistema.
Ben miseri effetti se trascuriamo i correlati problemi energetici, ambientali e di risparmio.

Per questo CieloBuio ha in questi mesi depositato un fascicoletto illustrativo sull’applicazione della LR 17/2000 presso oltre 500 comuni dell’intera regione, protocollando tale fascicolo e soprattutto offrendo la massima disponibilità nell’aiutare gratuitamente le amministrazioni a rispettare la LR 17/2000.
Proprio in questi giorni, sta iniziando la seconda fase del nostro programma, e cioe’ la richiesta (protocollata) a ciascun comune del rispetto della LR 17/2000 di spegnere in primis TUTTI i fari del loro territorio in base all’art. 6 ed in particolare al comma 9 che cita testualmente: e’ fatto espresso divieto di utilizzare, per meri fini pubblicitari fasci di luce roteanti o fissi di qualsiasi tipo.
Se la nostra azione non andrà a buon termine non mancheremo di procedere nei confronti delle amministrazioni fuori legge in modo meno amichevole e disponibile, chiedendone il rispetto attraverso gli strumenti che la legislazione italiana ci mette a disposizione (appello al prefetto, difensore civico regionale, procuratore della repubblica, etc..).

Le scriviamo facendo appello alla sua sensibilità, ed affinche’ un Suo mirato e fermo intervento, possa essere da subito rivolto a tutto il territorio della provincia in cui già da tempo il sottoscritto sta monitorando fari mobili e fissi dei locali notturni.
Le offriamo quindi la nostra massima collaborazione e disponibilità quasiasi azione lei decida di intrapprendere, certi che possa condividere la sensibilità di numerose prefetture italiane, a titolo di esempio:
– Bergamo lettera Prefettizia Prot n.106/15.5/Gab del 2/8/99 che imponeva su richiesta dell’associazione ProNatura con cui collaboriamo, la verifica delle fonti di luce pericolose e dell’inquinamento luminoso della provincia, e successivamente con lettera Prot.454/15.5/Gab del 10/3/00 con la quale il sottoscritto e la disponibilissima nonché capace polizia municipale di Curno hanno fatto spegnere i fari rotanti del Multisala di Curno, dello Stop Line e del Capogiro.
– Lecco lettera Prefettizia Prot n.1307/99/15.1/Gab del 13/9/99 che richiedeva la verifica dell’esistenza sul terirtorio di fari similia quelli oggeto di questa lettera,
– Mantova lettera Prefettizia Prot n.64/28/99/Gab del 14/7/99 che richiedeva il rispetto dell’art.23 del codice della strada in merito al divieto di fasci di luce che possono disturbare, dirstrarre e rendere pericolosa la circolazione stradale,
– Altre 36 prefetture italiane hanno emanato analoghe indicazioni indirizzare alle amministrazioni comunali ed alle polizie municipali su questo tema.

Restando a Vs. disposizione per qualsiasi informazione, chiarimento e soprattutto collaborazione, porgiamo cordiali saluti.

CIELOBUIO – Coordinamento per la protezione del cielo notturno

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