Diffida al comune di Padova per le nuove torri-faro

La diffida al comune per la ventilata realizzazione delle nuove torri faro a riflessione viene inviata anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova Oggetto: realizzazione dell’impianto di illuminazione nodo viario zona di Padova Est.

La sottoscritta Associazione VenetoStellato, coordinamento regionale veneto contro l’inquinamento luminoso, nella persona del suo Presidente Sig. Leopoldo Dalla Gassa, espone quanto segue.
Con la presente si invita l’Amministrazione del Comune di Padova a non dare seguito al progetto di illuminazione con torri faro a riflessione negli svincoli del nodo viario in fase di realizzazione nell’area di Padova Est.
L’impianto, così come ci è stato descritto durante i recenti incontri con il personale tecnico del Comune di Padova, risulterebbe costituito da quattro torri faro di 40/44 metri di altezza, ognuna delle quali porta alla sommità due vele, cioè pannelli riflettori di grandi dimensioni (4 X 4 metri)che rimanderanno la luce inviata dal basso da un gruppo di proiettori per un impegno energetico di 12 kW per ciascuna installazione ovvero 48 kW complessivi. Si tratta di una quantità di energia ingiustificata per il tipo di contesto, pari cioè al bilancio energetico del sistema di illuminazione pubblica di un comune di 5000 abitanti. Questa osservazione È stata già fatta al gruppo di esperti del Comune di Padova, ma sembra che si tratti di un progetto irrinunciabile per l’immagine che la città vuole dare di s‚ al visitatore che vi accede dall’esterno.
Oltre alla violazione dei principi della “buona amministrazione” soprattutto con il fine di evitare sperperi del pubblico denaro (visto il lamentarsi delle amministrazioni per i continui tagli dello Stato), sottolineiamo – a nostro avviso – le altre violazioni alle norme e provvedimenti regionali nonché‚ leggi statali, che ostano a tale realizzazione, e precisamente:
– L.R. 22/97, “Norme per la prevenzione dell’inquinamento luminoso”, art. 9, dal titolo: “Misure minime di protezione dall’inquinamento luminoso degli osservatori astronomici”, la quale detta alcune norme da applicarsi fino all’entrata in vigore del PRPIL, commi 3° e 4°.
– L.R. 22/97, allegato C, comma 3: fissa il limite massimo di dispersione luminosa consentito oltre il quale non È ammesso eccedere.
– L.R. 22/97, allegato C, comma 4: limitare l’uso dei proiettori ai casi di reale necessità, in ogni caso mantenendo l’orientazione del fascio verso il basso, non oltre i sessanta gradi dalla verticale.
– Deliberazione della Giunta Regionale n° 2301 del 22 Giugno 1998, al punto 4, recita testualmente: “è fatto obbligo ai suddetti Comuni, il rispetto delle norme previste dall’art. 9 della L.R. n° 22/97 e l’adeguamento alle stesse”. Ciò riguarda tutti i Comuni quale il Vostro e ricadenti in un’area di vincolo da un’osservatorio (si vedano allegati A e B della L.R.), come indicato nell’elenco fornitoVi dalla Deliberazione di Giunta sopracitata.
– Legge n° 10/91, per il “Risparmio Energetico”. Non ci sembra che ai fini dell’immagine, un comune possa utilizzare l’equivalente dei consumi di uno stesso di 5000 abitanti per illuminare 600 metri. di carreggiata.

Nei suddetti incontri con esperti e rappresentanti della Giunta comunale, ci era stata comunicata la disponibilità dell’Amministrazione a valutare scelte alternative più compatibili e rispettose delle normative ambientali, ma sino a questo momento non ci risulta sia stata segnalata alcuna alternativa, mentre ci È stato invece riferito che l’Amministrazione avrebbe già dato seguito al progetto che si troverebbe quindi in fase di realizzazione.
E’ nostra volontà proseguire nella contestazione di questo abnorme monumento allo spreco e intendiamo informare i soggetti sopra elencati, che in mancanza di un positivo riscontro da parte dell’Amministrazione Comunale riguardo l’impianto in questione, inviamo la presente per conoscenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, affinché‚ l’ill.mo Sig. Procuratore possa valutare la violazione di condotte che possano avere rilevanza penale.
Con la presente si diffida, pertanto, la realizzazione dell’impianto in oggetto, nonché‚ ad autorizzare in futuro l’installazione di corpi illuminanti non rispondenti ai requisiti delle leggi precitate, comunicando che qualora non siano posti in atto interventi immediati di adeguamento, sarà nostra cura segnalare all’autorità competente eventuali inadempienze, in relazione all’art. 328 del C.P. e comunque alla normativa penale generale.

Ringraziando tutti i destinatari per l’attenzione, chiediamo ai sensi della Legge n°241/90, una risposta scritta entro 30 giorni e che ci sia comunicato il nome del responsabile del procedimento amministrativo relativamente a questa istanza.

Il presidente di VenetoStellato

Leopoldo Dalla Gassa

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