ANPN – Inquinamento Luminoso – Parte 5 Sicurezza della visione

Serie di sette Articoli Pubblicati sul Giornale d Novara a cura di Silvano Minuto
5) CIRCOLAZIONE STRADALE – ATTENTI AGLI OCCHI

é fondamentale, nella circolazione stradale, mettere il conducente nelle migliori condizioni di visibilità e questo in modo particolare nella guida notturna. Ricordiamo che i costi economici che il nostro Paese deve sostenere ogni anno per incidenti stradali ammontano a circa 42.000 miliardi di lire (dati 1999).

Ogni incidente mortale equivale ad una spesa di circa 2 miliardi (al costo degli ospedali, delle riparazioni dei veicoli e delle strutture stradali, dell’intervento della polizia e dei mezzi di soccorso, delle spese previdenziali e assicurative e i dei mancati redditi delle vittime). Naturalmente i costi economici, oltre al danno sociale, in caso di infortunio permanente sono ancora più elevati

Da un’indagine condotta dalla Commissione Prevenzione Difesa della Vista è emerso che un italiano su quattro guida l’auto senza vederci bene (e molti senza neppure saperlo).

L’ottanta per cento delle informazioni che gli automobilisti utilizzano per guidare vengono trasmesse dalla vista. Quindi, per garantire la propria incolumità e quella degli altri è necessario poter contare sul massimo rendimento visivo e disporre di un ambiente adatto alla circolazione. Per quanto riguarda le condizioni personale è opportuno farsi controllare la vista regolarmente ed iniziare i viaggi in buone condizioni fisiche. Per l’ambiente i miglioramenti possibili sono notevoli anche se ci si trova in presenza di situazioni atmosferiche difficili. Prima di provare a proporre delle soluzione, elenchiamo brevemente quali sono nel complesso i parametri da considerare.

Efficienza visiva

Dipende da abilità percettivo-visive, che variano a seconda del contesto in cui ci si trova. Per chi guida vengono messe continuamente alla prova:


  1. le percezioni della profondità e degli oggetti in movimento
  2. l’ampiezza del campo visivo (possedere un campo visivo molto ampio, tale da vederci su un orizzonte di 140°, 70° a destra e 70° a sinistra, senza dover spostare lo sguardo o la testa. Fondamentale nei sorpassi)
  3. acutezza visiva dinamica (capacità di riconoscere, mentre si è in movimento, chiaramente ed alla corretta distanza, un’automobile o una persona)
  4. percezione della profondità (capacità di valutare la distanza relativa fra gli oggetti, o tra un oggetto e il guidatore, specialmente quando ci vengono incontro, si incrociano o viaggiano a fianco)
  5. la capacità di coordinamento simultaneo (capacità di dirigere facilmente e automaticamente ambedue gli occhi sullo stesso oggetto; gli occhi devono muoversi insieme come in coppia)
  6. accomodazione (capacità di cambiare rapidamente e facilmente il fuoco degli occhi da un soggetto lontano ad uno vicino)
  7. il grado di adattabilità all’oscurità (visione notturna – capacità di vedere con scarsa illuminazione; inoltre, in caso di fari alti, di riprendersi rapidamente dall’abbagliamento)
  8. la percezione corretta dei colori.

Quando si guida a forte velocità la vista subisce delle alterazioni; a 110 km all’ora:

1- diminuisce la visione laterale, è come essere in un tunnel


  1. il fuoco dell’attenzione si sposta in avanti (e così si perdono i dettagli degli oggetti vicini)
  2. la percezione della profondità diventa più difficile.

Abbagliamento e inquinamento ottico

La guida notturna è più pericolosa di quella diurna, soprattutto a causa degli abbagliamenti. Perché gli occhi possano captare la luce e produrre la visione, l’organismo fornisce loro una sostanza chiamata rodopsina o porpora visiva di colore rosso molto intenso, che funziona da materiale sensibile. Questo liquido sbianca molto rapidamente se esposto alla luce. La luce abbagliante dei fari e dell’illuminazione male orientata distrugge tutta la riserva accumulata, provocando una cecità di qualche secondo, che cessa quando l’organismo torna a produrre nuovamente una quantità sufficiente di rodopsina. Un abbagliamento può quindi essere pericolosissimo, se si pensa che ai 120 km/h si percorrono circa 33 metri al secondo.

Inoltre, la sensibilità di colorazione della retina si modifica al modificarsi dell’illuminazione dell’oggetto osservato. Questo adattamento non è istantaneo, ma richiede un certo tempo. Avviene molto più rapidamente se si passa dall’osservazione di oggetti pochissimo illuminati all’osservazione di oggetti moltissimo illuminati che in senso contrario. L’adattamento completo dai due estremi di sensibilità richiede nel primo caso pochi minuti, nel secondo caso circa un’ora.

Questo vuol dire che passando da una zona fortemente illuminata ad un’altra con luminosità normale o non illuminata si ha una perdita molto forte del potere visivo.

Abbiamo condotto degli esperimenti, utilizzando in mancanza di altro dei metodi empirici, per verificare il degrado della nostra vista quando queste situazioni si ripetono in continuazione nell’arco di periodi non troppo lunghi. Abbiamo chiamato questo fenomeno “Stress da abbagliamento” e in alcuni casi siamo stati costretti non solo a rallentare l’andatura ma addirittura a fermare l’autovettura.

Ricordiamo che gli abbagliamenti sono causati dagli impianti fissi, dai fari delle autovetture e che non avvengono solo per visione diretta delle luci ma anche ogni qualvolta il livello di illuminazione al suolo risulti superiore a quello dei fari utilizzati dai mezzi di trasporto.

Situazione atmosferica

Esaminiamo ora una situazione con presenza di pioggia, foschia o nebbia. In questo caso la circolazione stradale diventa ancora più difficile.

Come è noto, questi fattori e in particolare la nebbia attenuano la luce in modo esponenziale (coefficiente di estinzione), e quindi anche la distanza di visibilità.

La diffusione della luce emessa dai proiettori di un’autovettura provoca un’ulteriore riduzione della distanza di visibilità in quanto porta alla creazione di una luminanza di velo davanti agli occhi del guidatore (il cosiddetto “muro bianco”). Questo fenomeno è dovuto alle minuscole goccioline d’acqua che compongono la nebbia. Ciò avviene anche per la luce emessa da un impianto di illuminazione, la cui presenza in queste condizioni può essere controproducente in quando aumenta la luminanza di velo e crea nel guidatore un effetto psicologico di maggior sicurezza, con la conseguente “spinta inconscia” ad aumentare la velocità oltre limiti ragionevoli.

Deve inoltre essere notato che la luminanza di velo riduce la visibilità degli oggetti sulla strada, e quindi anche l’efficacia della segnaletica passiva (non dotata di illuminazione propria).

Situazione ambientale

Come già detto in precedenza, negli ultimi anni un nuovo fenomeno è subentrato a rendere più difficile la circolazione stradale ed è quello causato dagli impianti di illuminazione che anziché dirigere la luce verso il suolo la disperdono lateralmente. Questa illuminazione si propaga a grandissima distanza ed è causa di una luminosità diffusa che permea tutto il territorio. Dove la luminosità risulta più concentrata si può osservare un fondo continuo e luminoso all’orizzonte o comunque nel raggio di visibilità del conducente. Questo nuovo fenomeno provoca delle situazioni che sono molto simili a quelle che si riscontrano in presenza di nebbia, foschia e pioggia e se naturalmente questi fattori sono già presenti vengono ulteriormente accentuati.

Scarsa visibilità dei segnali

Molto è stato fatto in questo settore. Sono stati condotti studi accurati che hanno stabilito in termini numerici la percentuale di contrasto tra segnale e ambiente e tra leggende e fondo del segnale, correlando il livello di luminanza dei segnali e delle leggende alla quantità di luminanza presente nell’ambiente. Purtroppo la nuova situazione ambientale in molti casi annulla la visibilità dei segnali che spariscono inghiottiti dal fondo diffuso. Le soluzioni adottate (fari intermittenti – nuove luci) spesso non risolvono il problema. é abbastanza evidente che se un segnale viene illuminato da dietro perde molto della sua efficacia fino a diventando una sagoma indistinta.

Attrazione fatale

I nostri occhi fungono da ricettori del mondo esterno mandando una quantità notevole di informazioni al cervello. Questo organo reagisce prontamente ad ogni segnale di una certa intensità facendo compiere al guidatore un atto involontario che in pratica si trasforma in una specie di attrazione verso l’origine dello stimolo. La circostanza è ben conosciuta da chi fabbrica cartelloni pubblicitari o fari rotanti. Le diverse combinazioni di colori e i movimenti della luce fanno aumentare l’attenzione.

Manutenzione stradale


Come detto in precedenza, la luce diffusa sul territorio tende a far sparire il contrasto e quindi a ridurre la visibilità sulle strade.

A questo proposito è importante che sulle stesse si eseguano manutenzioni continue. Sono fondamentali non solo le riparazioni del manto stradale ma anche la manutenzione a tutta la segnaletica compresa quella al suolo. Fondamentale risulta anche la sistemazione dei caterinfrangenti (rossi e bianchi) che delimitano le carreggiate. Purtroppo ogni volta che si procede al taglio dell’erba vengono danneggiati e solo saltuariamente si procede al ripristino.

Un diritto negato

Il diritto alla circolazione stradale, di giorno o di notte, dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini. Ci troviamo in una situazione molto strana. Negli ultimi anni le strade e la segnaletica sono migliorate, le automobili sono più sicure, i fari delle vetture sono stati potenziati notevolmente, l’illuminazione notturna è in continuo aumento eppure molte persone incontrano sempre più difficoltà a viaggiare di notte e questo anche quando il traffico e ridotto o nullo.

Problemi psicosomatici

I delicati rapporti tra apparato visivo e illuminazione esterna sono ancora poco noti. Occorrerebbe invece approfondire questi argomenti che possono permettere di trovare delle soluzione ai problemi riguardanti la pericolosità della circolazione stradale notturna.

Si conoscono invece abbastanza bene le situazioni provocate dalle luci esistenti nei luoghi chiusi. Citiamo quanto viene riportato su un catalogo di una nota industria illuminotecnica

“la luce è essenziale, ma a volte fa più paura del buio. Una cattiva illuminazione può provocare dal semplice e banale mal di testa ad alterazioni dei ritmi circadiani fino a creare problemi psicofisici come il SAD (Seasonal Affective Disorder)”.

Un recente studio segnala che le piccole lampade che vengono tenute accese durante tutta la notte nelle camere dei bambini favoriscono la miopia.

Non si conoscono studi che chiariscano il rapporto tra forte illuminazione esterna (esempio: caselli autostradali, aeroporti, ecc.) e le persone che sono costrette a sostare in queste are per molte ore durante la notte. Non siamo riusciti a trovare nessun documento che descriva la progressiva perdita di capacità visiva in una qualsiasi situazione in cui ci si debba confrontare con l’illuminazione esterna.

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