La tomografia dell’atmosfera per studiare l’inquinamento luminoso

La tomografia dell’atmosfera per studiare
la pessima salute del cielo stellato e l’ambiente notturno

Una nuova tecnica ‘diagnostica’ chiamata ‘tomografia dell’inquinamento luminoso’ aiuterà a salvare l’ambiente notturno e il cielo stellato. L’inquinamento luminoso, causato della luce artificiale, è l’alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell’ambiente notturno. Questo, tra gli inquinamenti, è uno di quelli in più forte crescita nel mondo.
Come nella Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), usata nello studio diagnostico del corpo umano, dove un computer analizza una serie di scansioni sezionali per ricostruire un’immagine tridimensionale del corpo, così la nuova tecnica di controllo ambientale permette agli scienziati di valutare il contenuto atmosferico di luce artificiale in opportune sezioni dell’atmosfera. La tecnica è stata sviluppata da Pierantonio Cinzano e Fabio Falchi dell’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso (ISTIL) ed è presentata nell’articolo ‘The propagation of light pollution in the atmosphere’, pubblicato sull’ultimo numero del 2012 di Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
Nel 2001 Cinzano e Falchi, lavorando con Cristopher Elvidge del NOAA National Geophysical Data Center (NGDC) di Boulder, ottennero dai dati satellitari DMSP il primo atlante mondiale della brillanza artificiale notturna, come percepita da un osservatore che guardi il cielo notturno. Fino ad oggi non era disponibile alcuna informazione sull’alterazione prodotta dall’inquinamento luminoso in ogni punto dell’atmosfera. Questo nuovo approccio ‘3D’ incrementa notevolmente le informazioni bidimensionali fino ad oggi disponibili ed è fondamentale per valutare meglio l’impatto ambientale della luce artificiale diffusa in atmosfera.
E’ in atto uno sforzo a livello planetario per preservare la capacità dell’umanità di percepire l’Universo oltre i confini del nostro pianeta, per preservare integro l’ambiente notturno e salvaguardare la salute dei viventi (animali, piante e soprattutto l’uomo) dagli effetti negativi della luce artificiale notturna. Questi effetti negativi, uniti alle necessità di risparmio energetico, hanno spinto molte nazioni a predisporre azioni per arginare il fenomeno, come leggi e ordinanze per regolamentare l’illuminazione (tra i migliori esempi citiamo le Leggi Regionali di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio e la legge nazionale slovena).
Questo nuovo strumento diagnostico aiuterà a ottenere informazioni sulle aree più degradate, sulle città più inquinanti, sui territori da preservare e ad identificare le aree meno contaminate, anche per la ricerca di siti osservativi per il turismo e per l’osservazione professionale.
Le emissioni di luce artificiale sono misurate con i satelliti del DMSP (Defence Meteorological Satellite Program) e con il nuovo satellite Suomi NPP VIIRS. I dati raccolti sono elaborati ed archiviati all’NGDC/NOAA ed analizzati con il nuovo pacchetto software LPTRAN (Light Pollution radiative TRANsfer) presso ISTIL da Pierantonio Cinzano e Fabio Falchi. La futura missione ‘NightSat’ permetterà di raccogliere ulteriori informazioni, in particolare fornendo dati riguardanti le emissioni nelle varie bande spettrali.
Il lavoro presenta anche una versione aggiornata della mappa della brillanza artificiale del Cile, includendo le zone dei principali osservatori astronomici professionali e i possibili nuovi siti per i telescopi giganti della prossima generazione.
Contatti:
falchi@lightpollution.it
cinzano@lightpollution.it

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