Luci sul Monviso: la Regione richiede la Valutazione dell’Incidenza ambientale

Don Ezio Fonio, membro del direttivo del comitato piemontese Kyoto dal Basso, ci invia il documento di Pro Natura Piemonte inviato dalla Pro Natura il 5 maggio 2005 alla lista di Kyoto dal basso. Se si considera che la popolare trasmissione Caterpillar di Radio 2 è andata in onda il 16 febbraio 2005 con il titolo “M’Illumino di meno”, e che i conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello hanno convinto centinaia di migliaia di persone, Amministrazioni Comunali ed esercenti privati, a risparmiare in una giornata quanta più energia possibile, ottenendo un successo strepitoso, non si può non restare delusi della posizione di Aldo Perotti, Presidente della
Comunità Montana Valle Po, fuori tempo e fuori luogo anche rispetto alla posizione della città di Davos, che nell’ottobre 2002 ha rigettato il progetto “Alpengluhen” (Bagliori Alpini) che prevedeva di rendere visibile “da lontano” una montagna, motivandolo con la necessità di “intrattenere un rapporto responsabile con l’energia”.

Domenico Sanino, Presidente di Pro Natura Cuneo, il 4 aprile 2005 ha tempestivamente reagito all’irrazionalità e all’anacronismo di questa proposta inviando una lettera alla Regione Piemonte, Settore Parchi e Assessore Ambiente, al Presidente della Comunità Montana Valle Po, Bronda ed Infernotto, al Presidente del Parco Regionale del Po tratto Cuneese nella quale si ricorda che al di là di molteplici considerazioni di ordine ambientale (spreco inutile di risorse energetiche, inquinamento luminoso, ecc.) ed estetiche il Monviso fa parte del SIC IT1160058 (Gruppo del Monviso e bosco dell’Alevi) e in base al DPR 357 del 1997 e al DPR 120 del 2003 art. 6 comma 3. “I proponenti di interventi non direttamente connessi e necessari al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti nel sito, ma che possono avere incidenze significative sul sito stesso, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, presentano, ai fini della valutazione di incidenza, uno studio volto ad individuare e valutare i principali effetti che detti interventi possono avere sul sito d’importanza comunitaria o sulla zona speciale di conservazione, tenuto conto degli obiettivi di conservazione dei medesimi.” Un simile intervento richiede quindi la “valutazione d’incidenza”.

La mancata valutazione di incidenza può comportare l’apertura di Procedure di Infrazione a carico degli Stati membri e, per il principio di sussidiarietà, delle singole Amministrazioni regionali, da parte della Commissione Europea.

Il 27 aprile 2005 la Regione Piemonte ha risposto con una lettera indirizzata alla Comunità Montana Valle Po, presieduta da Aldo Perotti, in cui si ingiunge di verificare la compatibilità rispetto agli obiettivi di conservazione del sito “Gruppo del Monte Viso e Bosco dell’Alevi”. Riportiamo il contenuto della lettera:

“Il Settore Pianificazione Aree protette è venuto a conoscenza del progetto di codesta Comunità Montana di illuminare il Monviso durante i Giochi Olimpici invernali del 2006. In merito all’intervento in oggetto si fa presente quanto segue: il “Gruppo del Monte Viso e Bosco dell’Alevi” è un Sito di Importanza Comunitaria (codice IT1160058), individuato ai sensi delle Direttive comunitarie per la conservazione della biodiversità, 92/43/CEE (“Habitat”) e 79/409/CEE (“Uccelli”) per la costituzione della Rete Natura 2000. Ai sensi del DPR 357/97, attuativo della Direttiva Habitat, modificato dal DPR 120/03, qualsiasi piano o progetto, non direttamente connesso e necessario al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti nel sito, ma che può avere incidenze significative sul sito stesso, deve essere assoggettato alla procedura di valutazione d’incidenza, ai fini di valutare i principali effetti che tale piano od intervento possa avere sui siti, tenuto conto degli obiettivi di conservazione dei medesimi. Pertanto, in considerazione dei possibili impatti negativi che l’intervento prospettato può esercitare sul SIC “Gruppo del Monte Viso e Bosco dell’Alevi” si invita codesta Comunitò Montana, in qualità di proponente dell’intervento in oggetto, a verificarne la compatibilità rispetto agli obiettivi di conservazione del sito stesso, ai sensi dell’art. 6, commi 3 e 4, del DPR 120/03.
La procedura di Valutazione di Incidenza sarà avviata dal Settore scrivente a seguito di istanza formale da parte della Comunità Montana proponente dell’intervento, che presenterà idonea documentazione progettuale così come previsto dall’allegato G del DPR 357/97.
Giova infine ricordare che la legge regionale n. 31/2000 “Disposizioni per la prevenzione e lotta all’inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche”, considera inquinamento luminoso ogni forma di irradiazione di luce artificiale al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, e in particolar modo verso la volta celeste; parimenti definisce inquinamento ottico qualsiasi illuminamento prodotto dagli impianti di illuminazione su oggetti e soggetti che non è necessario illuminare.”

Siamo positivamente colpiti dalla ferma razionalità dimostrata dalla Regione Piemonte in un frangente, quello del pre-olimpiadi 2006, in cui spesso il dispendio energetico e la compromissione dell’ambiente vengono sottovalutati nell’atmosfera di generale esaltazione pre-olimpica che conduce a sperpero di denaro pubblico per opere che molto concedono all’apparenza e ben poco all’efficacia pratica e all’utilità sociale.

Pro Natura

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