Resoconto Convegno «Luce e Ambiente 2004»

Dopo il successo del Convegno Eco Light 2004 tenutosi il 13 Febbraio a Bologna e organizzato da Cielobuio-UAI-IDA e Thorn con oltre 40 patrocini ( Regione, Provincie, ARPAER, APIL, Ordini e Collegi dell’Emilia Romagna ), per un’ iniziativa che ha registrato la partecipazione di oltre 400 persone ( tecnici, comunali, professionisti del settore, illuminotecnici, ecc… ),

il 15 ottobre ha avuto luogo a S. Giovanni in Persiceto ( BO ), il convegno Luce e Ambiente 2004 – Nuovi sviluppi tecnici e prospettive di applicazione della legge regionale N° 19/03 col regolamento attuativo, organizzato da Cielobuio-UAI-IDA , Leuci S.p.a e Umpi elettronica, con 30 patrocinanti ( Regione, Provincie, ARPAER,CNR Area di Bologna, Hera Luce, Agea, Meta , APIL, INAF, Osservatorio Astronomico di Bologna, Ordini e Collegi dell’Emilia Romagna ).
Al convegno si sono iscritte 250 persone, fra illuminotecnici, tecnici comunali, sindaci e progettisti, nonché vari operatori del settore, e il teatro comunale dove si è tenuta l’iniziativa è stato letteralmente riempito.
Dopo il successo del Convegno Eco Light 2004 tenutosi il 13 Febbraio a Bologna e organizzato da Cielobuio-UAI-IDA e Thorn con oltre 40 patrocini ( Regione, Provincie, ARPAER, APIL, Ordini e Collegi dell’Emilia Romagna ), per un’ iniziativa che ha registrato la partecipazione di oltre 400 persone ( tecnici, comunali, professionisti del settore, illuminotecnici, ecc… ),

il 15 ottobre ha avuto luogo a S. Giovanni in Persiceto ( BO ), il convegno Luce e Ambiente 2004 – Nuovi sviluppi tecnici e prospettive di applicazione della legge regionale N° 19/03 col regolamento attuativo, organizzato da Cielobuio-UAI-IDA , Leuci S.p.a e Umpi elettronica, con 30 patrocinanti ( Regione, Provincie, ARPAER,CNR Area di Bologna, Hera Luce, Agea, Meta , APIL, INAF, Osservatorio Astronomico di Bologna, Ordini e Collegi dell’Emilia Romagna ).
Al convegno si sono iscritte 250 persone, fra illuminotecnici, tecnici comunali, sindaci e progettisti, nonché vari operatori del settore, e il teatro comunale dove si è tenuta l’iniziativa è stato letteralmente riempito.

All’apertura la signora sindaco del comune di San Giovanni ringrazia l’associazione nazionale Cielobuio e il Gruppo Astrofili Persicetani per l’organizzazione del convegno, poi sottolinea che il crescente prezzo del petrolio impone un’applicazione più rigorosa della legge regionale contro l’inquinamento luminoso, in modo da contribuire a risanare i bilanci dei comuni.

Valentino Luppi, presidente del Gruppo Astrofili Persicetani, interviene per ringraziare le ditte Umpi elettronica e Leuci S.p.a, sponsor, organizzatrici e relatrici nel convegno stesso.

A nome degli astronomi, il prof. Giorgio Palumbo cita alcuni telescopi italiani all’estero, ad esempio alle Canarie, in Cile ed in Arizona, luoghi poco afflitti dall’inquinamento luminoso, e proprio in Arizona oggi molti astronomi italiani sono presenti all’inaugurazione ufficiale del grande telescopio binoculare del monte Graham.

Poi descrive brevemente gli osservatori, gli istituti e i radiotelescopi presenti nella provincia di Bologna. Riguardo al tema del giorno afferma che gli esseri umani hanno una necessità naturale e psicologica del cielo stellato, da cui possono trarre vari insegnamenti morali, principalmente l’umiltà. Infine cita lo slogan americano «Spegni la luce, accendi l’astronomia!».

Ferruccio Zanotti, responsabile regionale di Cielobuio, introduce il famoso naturalista/scrittore prof. Giorgio Celli, che avrà il compito di moderatore. Prima di passare la parola agli altri relatori, il prof. Celli definisce come uno dei primi casi di impatto ambientale dell’inquinamento luminoso la città di Parigi soprannominata «Ville Lumière».

Questo ebbe come conseguenza una strage di insetti, che col loro noto fototropismo furono disorientati dall’eccesso di luce, fino a rimanere bruciati sulle lampade stesse. Poi spiega come nel 1905 le luci dell’allora piccola Los Angeles diedero le prime difficoltà osservative al grande osservatorio di Monte Wilson.

La dr. Daniela Guerra, consigliere regionale, promotrice della legge contro l’inquinamento luminoso e il risparmio energetico, racconta con soddisfazione l’iter per arrivare alla sua approvazione, e cita ad esempio le reazioni irriverenti da parte di vari politici: «Hai inventato un nuovo tipo di inquinamento!».
Ma ora occorre sensibilizzare tutti, ma anche formare adeguatamente i tecnici e definire le zone di protezione attorno agli osservatori astronomici, nelle quali sarà prioritario l’adeguamento degli impianti esistenti.

Il per. ind. Ferruccio Zanotti referente regionale di Cielobuio cita le definizioni di inquinamento tratte da vari dizionari e sottolinea il nesso tra inquinamento atmosferico e luminoso: infatti le particelle inquinanti sospese diffondono la luce. Con alcune efficaci illustrazioni dimostra poi che l’inquinamento luminoso più deleterio, contrariamente a quanto si potrebbe credere, non è quello verso la verticale, ma quello a piccoli angoli sull’orizzonte, perché si propaga più lontano ed attraversa uno strato maggiore di atmosfera provocando più diffusione. Per tale motivo è importantissimo installare i lampioni stradali con vetro piano di protezione mantenendoli perfettamente orizzontali e in ogni caso per ogni tipo di apparecchio evitare dispersioni per bassi angoli come impone la legge.

Il dr. Massimiliano Di Giuseppe, altro referente regionale di Cielobuio, sottolinea prima di tutto il divieto di fasci luminosi verso il cielo, anche in base ad un preciso articolo del Codice della Strada, poi illustra i vari tipi di lampioni e lanterne e descrive i criteri per migliorare il risparmio energetico senza ridurre l’illuminamento. Infine dimostra con vari grafici che negli ultimi decenni in Italia l’inquinamento luminoso è all’incirca raddoppiato ogni 10 anni, per cui è più che mai impellente ricordare la dichiarazione da parte dell’Unesco del cielo stellato patrimonio dell’umanità.
L’ing. Diego Bonata, presidente di Cielobuio, afferma che non bisogna assolutamente ammettere la minima quantità di flusso disperso al di sopra dell’orizzonte, come invece alcune leggi regionali ed una bozza di legge nazionale vorrebbero tollerare. Ma occorre anche rispettare i valori minimi di illuminamento consigliati dalle norme di sicurezza per i vari tipi di strada, anche ottimizzando le interdistanze tra i pali. A tale scopo può essere utile ai progettisti il software da lui realizzato «Save the Sky», di cui dà una dimostrazione pratica. Racconta poi che all’aeroporto della Malpensa stanno adeguando le numerose torri faro anche perché alcuni studiosi segnalarono che gli uccelli migratori notturni venivano disorientati dalle luci troppo rivolte verso l’alto, oltre a rischiare la morte per la scarsità di insetti da mangiare, tutti attratti ed uccisi dalle luci stesse. Infine cita l’applicazione di vari «piani della luce» in diversi comuni lombardi, primo fra tutti l’ormai famoso Villa D’Ogna (BG), totalmente a norma, ma anche San Benedetto Po (MN), Legnano, Sesto San Giovanni, Trezzano Rosa e l’aeroporto di Linate.
Piero Cecchini, presidente di Umpi Elettronica, descrive i sistemi digitali di telecontrollo degli impianti di illuminazione pubblica. Con la collaborazione dell’ing. Angelini e di un tecnico del comune, dimostra in tempo reale il funzionamento del sistema installato a San Giovanni in Persiceto, che ad esempio diminuisce il flusso in alcune zone dopo la mezzanotte e segnala tutti i tipi di guasto.

L’Ing. Alberto Ricci Petitoni collaboratore della Hera di Imola illustra impianti già realizzati a norma di legge, sottolineando l’importanza dell’orientamento orizzontale degli apparecchi a vetro piano.

Fabrizio Mangola della Leuci descrive i criteri di scelta di un apparecchio anti inquinamento luminoso, mostrando vari grafici di flusso luminoso, ma aggiunge anche la possibilità di restaurare lampioni vecchi installando adeguati paraluci.

Il per. ind. Renzo Tedeschi, consigliere nazionale dell’APIL, confronta i vari gradi di rigore delle 10 leggi regionali ora vigenti. Mentre alcune tollerano solo 0,49 candele oltre i 90 gradi dalla verticale, altre arrivano ad ammetterne 10 od addirittura 35.
Il moderatore prof. Celli conclude le relazioni in programma invitando ad evitare il consumismo, cercando di conciliare l’ecologia con l’economia; poi ricorda che l’indomani è la giornata nazionale contro l’inquinamento luminoso.

Come previsto dal programma, inizia un dibattito, che vede gli interventi dell’assessore all’ambiente di San Giovanni in Persiceto, di un assessore di Ravenna, e infine dell’arch. Trebbi, che parla di visione fotopica e scotopica in relazione alla distribuzione spettrale delle lampade e di un nuovo sistema CRV di classificazione di 180 colori campione. L’ing. Bonata risponde brevemente alle osservazioni.
Alla fine del convegno mi intrattengo con piacere a chiacchierare col prof. Palumbo, mio ex professore all’università, che ancora dopo tanti anni ricorda i suoi ex allievi.
Devo dire di essere rimasto molto soddisfatto del convegno, anche se un po’ deluso dall’assenza di altri astrofili bolognesi.

Alberto Dalle Donne ( socio Associazione Astrofili Bolognesi )

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