“RIDATECI LA VIA LATTEA – NO ALL’INQUINAMENTO LUMINOSO” Intervento di CieloBuio

ASSOCIAZIONE CIELOBUIO
COORDINAMENTO PER LA PROTEZIONE DEL CIELO NOTTURNO
senza scopo di lucro (atto pubblico rog. Notaio dr. Andrea Bellini 13/5/2000 – reg. a Merate il 19/5/2000 al n° 906 serie I)
IL DIRITTO AI BENI AMBIENTALI E ALLA PROTEZIONE DEL CIELO NOTTURNO
Penso proprio che sia accaduto un fatto nuovo nella realtà delle associazioni culturali e scientifiche italiane.
A fianco alla mailing.list CIELOBUIO si è costituita legalmente l’Associazione CIELOBUIO – Coordinamento per la protezione del Cielo Notturno, che mi onoro di rappresentare. Porto inoltre l’augurio di buon lavoro ed i saluti del nostro Presidente, Ing. Diego Bonata. Quando si parla di danno dovuto all’ immissione nell’aria che respiriamo di inquinanti quali l’ anidride carbonica o gli ossidi di azoto, è facile comprenderne l’azione deleteria, devastante sia per la sanità ambientale sia per la salute umana. Questo lo sappiamo perché possiamo accertare la quantità/qualità delle sostanze tossiche e cancerogene prodotte dal modello di civiltà in cui viviamo. Quando si parla di inquinamento luminoso, non é difficile constatare che un’ obsoleta tecnologia e una povera genialità stanno distruggendo le potenzialità di una antichissima cultura, che è stata in grado di penetrare ed interpretare con sempre più potenti tecnologie la natura dell’Universo siderale. Dai primordi delle civiltà dell’uomo, il cielo ha fornito la materia prima per innumerevoli progressi. E ciò millennio dopo millennio. Eppure, ecco che, pervenuti a grandiosi traguardi, oggi assistiamo da una parte all’incremento del desiderio di conoscere il cielo stellato e dall’altra alla devastante diffusione di luce artificiale. Una subdola, apparentemente innocua invasione di fari, torri faro, laser, megainsegne ecc. che distrugge le capacità speculative più nobili: la conoscenza dei mondi, delle galassie. I confini del sapere. Si vanno distruggendo ogni giorno più rapidamente le fonti primarie della ricerca scientifica. E questo è il danno che dovrebbe farci orrore più di ogni altro. I signori della tecnologia obsoleta continuano a gabellare, persino indignati, perché non è stato chiesto loro il permesso di pensare, di proporre, con strumenti giuridici nuovi, la salvezza di un bene inestimabile: la visione dell’Universo. Ma c’è di più, è terribile ma vero. Va crescendo l’interesse dei ricercatori scientifici sanitari delle Nazioni Unite e di numerosi Stati che impiegano risorse per un nuovo danno, fino a qualche anno fa difficile da valutare. Danno dovuto alla disarmonica alternanza tra l’intensità della luce solare, che dalle origini del mondo, ha creato i ritmi della vita animale e vegetale e la profonda oscurità della notte che porta il riposo. Oltre allo sperpero della luce, di per se danno valutabile, un altro pericolo si è posto in cammino : la luce opera quale droga e abusandone rischiamo danni di varia gravità alla salute. Il danno emergente alla salute è perfettamente monetabile: danno sociale, danno alle persone, danno alle attività lavorative e al reddito, oltre ad una lunga serie di disastri e squilibri innaturali verso tutti gli ecosistemi. Dice la Suprema Corte di Cassazione: Il diritto soggettivo all’integrità fisica ed alla vita costituisce un diritto primario ed assoluto della persona umana, esso si pone dunque come limite invalicabile alla stessa discrezionalità amministrativa. Un illecito può essere compiuto da chiunque e dunque anche da colui il quale non sia titolare di alcun diritto sulla cosa deturpata. Inoltre, secondo il comune intuito, con l’inquinamento luminoso ci troviamo di fronte ad un preciso progetto atto all’alterazione o all’occultazione delle bellezze naturali, progetto da chiunque realizzato mediante atti, consigli, consulenze, proposte di norme ecc. La Legge 29 giugno 1939 n° 149 tutela i paesaggi, i cannocchiali panoramici, i giardini, i laghi, tratti di fiume “che si distinguono per la loro non comune bellezza! Ma quale bellezza supera quella della volta stellata? Quale altra bellezza è capace di tradursi in valori estetici, culturali e scientifici? La legge sulle bellezze naturali si applica anche quando un’industria o chi altri in ipotesi emetta nubi di fumo che “disturbino in modo rilevante l’aspetto estetico dei suddetti beni ed offendano lo sguardo, badate bene, lo sguardo di chi vorrebbe e dovrebbe goderne” (Pretore Trento 11/12/1975 in Foro Italico 1976 – in Paesaggio e Turismo). La Regione Lombardia con la legge 17 del 27/3/2000 ha inteso con efficacia tutelare il paesaggio celeste, quale intrinseco valore estetico naturale. La legge intende anche promuovere il diffondersi della cultura popolare dell’astronomia ed agevolare l’osservazione astronomica del tutto compromessa dallo sperpero della radiazione luminosa inutilmente rivolta a cancellare, come le nubi citate prima, la bellezza del cielo. Ecco perché da questo convegno deve levarsi un vibrato plauso per il legislatore regionale lombardo e per quello delle altre regioni nelle quali sono in vigore, più o meno efficacemente, leggi contro l’inquinamento luminoso, per avere esse preso coscienza dell’insidia i e per aver messo le basi per la sua repressione. La regione Lombardia ha tutto il nostro consenso e quello di 27000 cittadini che firmarono una petizione perché questa legge fosse promulgata. Ma non vogliamo limitarci a rendere grazie, soprattutto alla Regione Lombardia per aver approvato la migliore legge oggi esistente in Italia, vogliamo con fermezza e senza alcuna esitazione lanciare un appello anche alle Organizzazioni degli Illuminotecnici, all’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, alle facoltà di Scienze Naturali delle Università italiane, ai biologi ed agli epidemiologi, alla Legambiente, agli Amici della Terra, all’Associazione Verdi Ambiente e Società, alla Lipu al WWF e a tutti coloro ai quali sta a cuore la Cultura, perché aderiscano, sostengano e incoraggino il Parlamento Italiano a procedere rapidamente per la promulgazione di una Legge, sulla base di quella lombarda, che blocchi e gradualmente riduca l’inquinamento luminoso, per non parlare delle cospicue economie che essa comporterà in favore della bolletta energetica e delle quali sarete già a conoscenza. Vi ringrazio per l’attenzione. Adriana Manetta

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