INTEL 2003 – Epitaffio alla coppa prismatica

Si aperto il giorno 20 Maggio 2003 la consueta manifestazione internazionale INTEL giunta all’edizione 2003 in uno sfavillio e girandola di luci. Questa manifestazione è sicuramente il punto di riferimento italiano per verificare lo stato di salute del comparto illuminazione ed ovviamente per gli astrofili per verificare quali sono le tendenze di mercato.
Non è mai possibile giudicare o fare dei bilanci al primo giorno sulla riuscita della manifestazione ma sicuramente possono essere già fatti alcuni utili considerazioni.
In primo luogo la cosa più eclatante sicuramente, è la TOTALE scomparsa della coppa prismatica, un vero e proprio epitaffio ad uno degli accessori più discussi degli ultimi anni, lo stesso accessorio che ancora nel primo numero della rivista AIDI, pubblicato nei mesi scorsi, è stato per l’ennesima volta incensato dedicandogli l’articolo più importante ed apparentemente di notevole spessore scientifico, in cui si adducono pagine e pagine di grafici e formule (che non verificherà mai nessuno), per dimostrare che la coppa prismatica è molto meglio del vetro piano.
Di fatto la cosa ci sembra un pochino curiosa in quanto una rivista che si prefigge di diventare la punta di diamante del settore, quella per promuovere l’innovazione e la ricerca, dedica il suo primo numero a promuovere uno strumento ormai dichiarato anche dal mercato obsoleto.
La realtà dei fatti ha dimostrato che la coppa prismatica è morta in Italia ed è finita negli angoli più remoti dei cataloghi di chi ancora la rivende.
L’unico produttore che mostrava un apparecchio a coppa prismatica era straniero e disponeva in bella vista accanto all’apparecchio a coppa prismatica l’analoga versione a vetro piano.

La tecnologia avanza e così le coscienze illuminotecniche e la coppa prismatica diventa ormai un accessorio anch’esso in via di estinzione ed un refuso di un mercato che ormai la rifiuta nonostante c’é chi ancora si prodighi per vantarne gli ormai solo presunti pregi.

Per quanto mi riguarda ritengo l’edizione di quest’anno un vero successo ancora più del 2001 in cui si erano presentati tanti nuovi apparecchi a norma di legge Lombardia.
I nuovi prodotti presentati quest’anno da quasi tutte le ditte sono ancora più in linea con la legge Lombardia ed è già stato espressa ferma convinzione di tutti i contattati di inserire tali apparecchi nel sito di cielobuio.
Per quanto riguarda le presenze ho però riscontrato che molti dei produttori del 2001 italiani e soprattutto stranieri erano assenti ed il dubbio è che forse il successo della manifestazione non sia paragonabile a quello del 2001.
Per quanto riguarda CieloBuio infine possiamo essere fortemente soddisfatti in quanto la presenza discreta di tale associazione con il suo logo si poteva notare in ben 3 stand quello delle 3 società che recentemente hanno avuto il piacere di condividere con noi alcune esperienze di promozione della lotta all’inquinamento luminoso ed in particolare in ordine di tempo di manifestazioni svolte:
– la Società FIVEP Cariboni che distribuiva il CDROM “Q”Light 2002 – Luce e qualità della vita contenente il Visual Regolamento della LR17/00 della Lombardia
– La società NERI che distribuiva il il CDROM Light Evolution 2003 – Un nuovo modo di illuminare contenente il Visual Regolamento della LR10/02 delle Marche
– La società GRECHI che distribuiva il pieghevole sulle linee guida dell’applicazione della LR17/00

Unico neo della manifestazione per gli astrofili, sicuramente la presenza delle vele o apparecchi a luce indiretta che ancora facevano bella vista in numerosi stand.
Personalmente mi sono sembrate ancora molte ma da più parti mi è stato detto (con mio solievo e speranza) che questi apparecchi stanno passando di moda e avranno ancora vita breve per l’evidente inefficienza intrinseca che racchiudono raramente superiore al 25% (come dire spendo 10 per illuminare ed illumino per 25!!!) ma anche per un designer che anche se talvolta accattivante obbliga, sempre per lo stesso motivo sopra esposto, a realizzare impianti con il doppio e talvolta il triplo degli apparecchi con gli ovvi costi di realizzazione, manutenzione e mantenimento.
Personalmente spero proprio che questa opinione comune diffusa in fiera, sia vera in quanto una scelta MERAMENTE estetica per di più assolutamente fuori legge per quasi tutte le leggi anti inquinamento luminoso italiane, rischia ad impianto realizzato di diventare un boomerang per gli amministratori locali non solo per gli indubbi costi che comportano ma per città trasformate in veri e propri boschi di pali non proprio esteticamente belle (e di esempi ne esistono ovunque in Italia).

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