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DarkSky in Europe



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"Dark Sky in Europe"
Download the guidelines paper "European Effort to prevent Light Pollution"
based on the Lombardy Law number 17 of year 2000

13777-CieloBuio


November 2000 - Minor Planet Circulars (13777) Cielobuio = 1998 UV6 Discovered 1998 Oct. 20 by M. Cavagna and A. Testa at Sormano.
Motivazione: "...Cielobuio ha giocato un ruolo fondamentale di supporto all''approvazione della legge regionale della Lombardia contro l''inquinamento luminoso, una delle più avanzate del mondo..."
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cielobuio.org FAQ [Frequently Asked Questions]

Categoria: Principale -> Italia -> Norme Tecniche di Settore

Domanda

Risposta

Esistono delle norme tecniche di riferimento in ambito inquinamento luminoso?

L'unica norma tecnica in tema di inquinamento luminoso è la UNI 10819, da non confondere con la UNI 10439, relativa all'illuminazione delle strade. Purtroppo l'UNI ha sprecato una buona occasione per affrontare seriamente l'inquinamento luminoso mettendo dei limiti risibili per il flusso disperso verso l'alto. Si pensi che nelle zone non protette (cieè praticamente tutto il territorio nazionale) si permettono flussi dispersi anche del 23%! Ciò comporta un inquinamento tre volte maggiore di quello ottenibile seguendo, ad esempio, la legge lombarda. De facto quindi questa norma non limita nulla ed è per questo che non deve essere considerata nelle nuove leggi che si vanno a proporre.

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Ho letto la norma UNI10819 ma essendo un tecnico non ho capito tutti i particolari. E' possibile capire praticamente come questa norma possa essere utilizzata per salvaguardare il cielo stellato e l'ambiente?

La norma UNI 10819 divide il territorio italiano in 3 zone: quelle nelle immediate vicinanze di un osservatorio di importanza internazionale, quelle nelle vicinaze degli osservatori, anche amatoriali, di una certa importanza e il resto del territorio. In queste 3 zone i limiti del flusso disperso direttamente verso l'alto sono rispettivamente del 1%, 5% e 10%. Si vede subito che la UNI è più morbida già nella zona più protetta di quanto non sia la legge lombarda su tutto il territorio! Questo non contando il fatto che i limiti proposti sono da considerarsi limiti medi sul territorio comunale: in pratica posso mettere anche le sfere non schermate, purchè in giro installi anche degli apparecchi schermati per abbassare la media del flusso disperso. In zona 3, non protetta, la norma fa un esempio dove si ammette in un nuovo impianto un flusso disperso verso l'alto del 23% che comporta un inquinamento luminoso triplo di quello strettamente necessario.

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La norma UNI 10439 definisce i livelli di illuminamento al suolo su strade motorizzate. Come posso applicarla?

Seguire i dettami della norma UNI 10439 è uno dei modi per ottenere un impianto cosiddetto a 'regola d'arte'. Normalmente i programmi di progettazione illuminotecnica permettono di scegliere tra la norma italiana e quella DIN 5044, applicabile ugualmente anche in Italia e che in genere permette di avere luminanze inferiori, a parità di tipo di strada. La UNI 10439 è stata recentemente aggiornata e oggi, per classificare una strada, bisogna tener conto anche del livello di traffico sulla stessa. In pratica per ogni tipo di strada è possibile applicare livelli di luminanza inferiori rispetto al passato se il traffico è inferiore al 50% o al 25% del traffico massimo consentito per il tipo di strada in questione. Questo apre nuove prospettive ai comuni che devono aggiornare vecchi impianti: se una strada è poco trafficata è possibile attribuirle una categoria illuminotecnica inferiore e quindi illuminarla di meno, evitando a volte di dover rifare gli impianti e, in ogni caso, permettendo notevoli risparmi energetici.
Per quanto riguarda la Lombardia i comuni sono addirittura obbligati a illuminare con i livelli minimi consentiti dalle norma di sicurezza. Di conseguenza se la norma UNI permette di abbassare i livelli, questo in Lombardia deve essere obbligatoriamente fatto.

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La norma UNI 10439 è stata recentemente modificata. Questo cosa comporta per coloro che sono coinvolti nella lotta all'inquinamento luminoso? E' un bene? Quali sono le modifiche sostanziali?

La norma UNI 10439 è stata modificata nel luglio 2001. Oggi, in media, i livelli di luminanza richiesti sono maggiori che in passato e questo comporterebbe un aumento di inquinamento luminoso rispetto alla vecchia norma. La nuova norma introduce però un concetto importante: la classe illuminotecnica della strada dipende dal traffico. Se il traffico è minore del 50% del livello massimo consentito la classe diminuisce di una unità, se è minore del 25% la classe diminuisce di due unità. In pratica, salvo che nelle ore di punta e in poche strade, tutte le strade possono essere in questo modo illuminate con livelli inferiori a prima. In Lombardia questo diventa un obbligo. Questo apre nuove prospettive ai comuni che devono aggiornare vecchi impianti: se una strada è poco trafficata è possibile attribuirle una categoria illuminotecnica inferiore e quindi illuminarla di meno, evitando a volte di dover rifare gli impianti e, in ogni caso, permettendo notevoli risparmi energetici.

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Esistono delle normative a proposito delle torri faro dei campi di calcio?

Per quanto riguarda l'inquinamento luminoso le norme variano da regione a regione. Normalmente gli impianti sportivi devono rispettare le stesse regole delle torri faro illuminanti piazzali e grandi aree, con una deroga sul tipo di lampade che e' possibile impiegare. In Lombardia ad esempio devono essere completamente schermati ma e' possible usare delle lampade ad ampio spettro, a luce bianca.
La norma di settore pe rl'illuminazione degli impianti sportivi è la UNI EN 12193

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un rivenditore di materiale elettrico è obbligato da qualche legge o normativa a ritirare le lampade fluorescenti da smaltire ,o noi manutentori elettrici ,per fare un favore ai ns clienti, dobbiamo arrangiarci a smaltirle???? e dove'''' a che prezzo'????

La nuova direttiva Europea che entra in vigore l'hanno prossimo in teoria obbliga i PRODUTTORI a farsi carico dell'onere dello smaltimento di tali lampade... ed evidentemente questo inciderà sui costi delle lampade stesse.
In particolare tale normativa in questo istante già in vigore dal 2005 è disattesa in quanto non sono partiti ancora i consorzi che sul territorio si occuperanno di questo e che fanno capo alle società di produttori di lampade.
In questo momento sovrintendono il problema delle leggi italiane sullo smaltimento dei rifiuti pericolosi, per esempio come le lampade che contengono il mercurio, ma non siamo in grado di risponderle in modo preciso alle sue domande in quanto non sono strettamente legata ai problemi trattati dal sito (anche se è un argomento che ci piacerebbe presto approfondire). Le chiediamo cortesemente di contattarci al nostro indirizzo mail info@cielobuio.org

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Che differenza c'è tra piano per l'illuminazione e PRIC piano regolatore dell'illuminazione comunale?

Sostanzialmente non ci sono differenze, se non si associa il nome Regolatore ad uno strumento urbanistico .. ma comunque un piano della luce DEVE essere uno strumento urbanistico.
Esistono numerosi modi di chiamarlo: PIL, PRIC, PRPIL, etc...
La cosa più importante sono i suoi contenuti quindi per maggiori delucidazioni consulta il seguente indirizzo:
Contenuti dei piani della luce

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vorrei sapere se la norma UNI EN 13201 è già stata recepita e se deve essere applicata nella verifica del calcolo illuminotecnico di una pista ciclabile lunga 170 ml con 17 faretti a pavimento che non è in adiacenza diretta con la sede stradale principale

La norma EN 13201essendo stata emessa da un ente nromativo europa da subito valore in tutti gli stati dell'unione.
Nello specifico si affianca (sino a cacellazione, recepimento, integrazione da parte degli enti normatori nazionali) ale normative esistenti senza abbrogarle e senza superarle. Per la dichiarazione della regola dell'arte TUTTE le norme tecniche europee in vigore (UNI, DIN, etc...) hanno la stessa efficacia e possino essere indifferentemente applicate.

Nello specifico:
1 - AMBITI Stradali
La norma EN13201 NON è stata approvata nella sua rpima parte (sono approvate solo e altre 3 parti). La parte NON approvata è la pare che classifica le strade quindi a tutti gli effetti NON è applicabile in ambito stradale se esiste un altra norma operativa in vigore (in Italia UNI 10439).
Questa prima parte della EN 13201 non è stata approvata in quanto ogni stato europeo classifica le strade secondo un suo metodo (in italia secondo art. 3 codice della strada e DM dei Trasporti sulla geometria delle strade).
Per questo motivo in Italia in ambito stradale sarebbe in ogni caso preferibile l'applicazione della norma UNI10439.

2- AMBITI non stradali
In tali ambiti la EN130201 è totalmente operativa e non essendoci altro dispositivo normativo di settore è applicabile ovunque sul terirtorio Europeo e nello specifico in italia.
Gli ambiti di applicazione sono:
- Classe CE: grandi incroci e svincoli, rotatorie, sottopassi,
- Classe S: passeggiate pedonali, ciclabili, piazze, parcheggi, parchi (aree pedonali), etc..

Nello specifico è quindi per piste ciclabili deve essere utilizzata per la verifica illuminotecnica. Inoltre dove sussistono leggi regionali quali Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Puglia, è prescritto che i valori della norma per ciascun ambito di utilizzo (illuminamenti medi mantenuti) siano anche quelli minimi di progetto.

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